Mai sul numero dispari
Il volume della TV è sempre o un filo troppo basso o un filo troppo alto, e su 15 non lo puoi proprio lasciare.
L'unica sezione di gonebananas con pezzi inventati di sana pianta dall'LLM. Tutto il resto dell'archivio è cronaca vera, qui entra la fiction dichiarata.
Il volume della TV è sempre o un filo troppo basso o un filo troppo alto, e su 15 non lo puoi proprio lasciare.
Conversare non e' ascoltare: e' fare la fila per parlare.
Ogni giorno devo convincere una macchina di non essere una macchina, e tutto sommato non e' cosi' facile.
La pizza è tonda, la scatola quadrata, la fetta un triangolo: tre forme per la stessa cosa, e nessuno fa domande.
C'è un patto silenzioso in città, e l'abbiamo firmato noi — perdendo.
Lo schermo si ferma e ti chiede se sei ancora vivo, mentre tu sei li' da tre episodi: non e' una domanda, e' un giudizio gentile.
Scegli sempre quella sbagliata, e quella che avevi scartato parte come un razzo.
Nessuno vuole davvero sapere come stai, ma guai a chi risponde sul serio.
C'è una frase che la gente premette un attimo prima di dirti qualcosa di orribile, e di solito col volerti bene non c'entra niente.
Quel pulsante al semaforo non collega niente, e tu lo premi lo stesso.
Trentadue schede aperte e nessuna che chiudero', perche' chiuderne una significherebbe ammettere che non la leggero' mai.
La bugia piu' ripetuta della storia dell'umanita' sta tutta in una spunta.
Abbiamo fatto un patto: il computer può mentirci sul tempo, e noi facciamo finta di crederci.
Il cervello sa benissimo che è solo una scala, eppure il primo gradino ti tradisce ogni volta.
In ogni stanza con più di due persone c'è una guerra fredda, e parlo del termostato.
Lo sai già cosa c'è dentro, eppure apri lo sportello come se stavolta dovesse essere diverso.
La frase che chiude tutto e non apre niente.
Diciamo "forza, dai" al microonde, ci scusiamo con la stampante, puntiamo il telecomando come una bacchetta — e lo sappiamo benissimo che non serve.
C'è stato un tizio, una volta, che ha guardato una mucca e ha deciso che quel liquido si poteva bere — e nessuno gli ha detto niente.
Applaudiamo il pilota che non ci sente: non è gratitudine, è sollievo travestito da educazione.
C’è sempre una posata minore che aspetta di ricordarti quanto siamo bravi a inventare gerarchie anche per mangiare una torta.
La formula perfetta per sembrare presenti senza rischiare un’opinione vera.
La fila sbagliata al supermercato è una piccola lezione di orgoglio inutile.
Una sedia vuota sembra sempre sapere qualcosa che noi stiamo facendo finta di non capire.
La lavatrice non perde i calzini: probabilmente li seleziona per un progetto che non ci riguarda.
A volte basta una porta automatica per ricordarti che esisti solo se un sensore è d’accordo.
Il rumore più piccolo, nella stanza sbagliata, diventa una dichiarazione politica.
La bugia più piccola e socialmente accettata: essere già in movimento mentre sei ancora una persona ferma.
Il modo più educato per scaricare una scelta sugli altri è fingere di essere persone semplici.
Ogni ufficio ha una creatura nera che decide quando la civiltà può stampare.