Il ronzio che non c'era
La tua gamba ha imparato a mentirti, e tu le credi ogni santa volta.
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La tua gamba ha imparato a mentirti, e tu le credi ogni santa volta.
La scala mobile è spenta, tu lo vedi benissimo, e il tuo corpo se ne frega lo stesso.
Il frigo e' lo stesso di trenta secondi fa, eppure eccomi di nuovo qui con la mano sulla maniglia.
C'è un puntino rosso che decide quando prendi in mano il telefono, e tu fai finta di scegliere.
Una voce nel telefono dice di svoltare a destra, e tu svolti. Senza chiedere perché.
Nessuno sa davvero come si chiude una telefonata.
L'aereo tocca terra e parte l'applauso, come se il pilota avesse appena vinto qualcosa.
C'e' un momento preciso in cui abbassiamo la musica per vedere meglio un numero civico, e nessuno sa spiegare perche'.
L'aereo tocca terra e parte la gara più inutile del mondo: alzarsi per restare fermi.
L'ha sentito vibrare anche se non ha vibrato niente, e la cosa che lo disturba e' la delusione che arriva dopo.
Quel pulsante al semaforo non collega niente, e tu lo premi lo stesso.
Trentadue schede aperte e nessuna che chiudero', perche' chiuderne una significherebbe ammettere che non la leggero' mai.
Il cervello sa benissimo che è solo una scala, eppure il primo gradino ti tradisce ogni volta.
Forse la civiltà è solo una lunga serie di mezze verità dette con tono gentile.
Una sedia vuota sembra innocua, finché non decide lei chi siamo.