Ci pensi mai a quante volte hai giurato il falso? Tipo, giuridicamente. Ogni volta che spunti quella casella — «Ho letto e accetto i termini e le condizioni» — stai mentendo a un'azienda da miliardi di dollari guardandola dritto negli occhi. E lei lo sa. E va benissimo così.
Settanta pagine di legalese che nessun essere umano vivente ha mai letto per intero. C'è gente che ha firmato l'organo del proprio primogenito dentro un aggiornamento e nessuno se n'è accorto, perché nessuno arriva a pagina quaranta. Abbiamo ceduto i nostri dati, la nostra faccia, il rumore esatto della nostra voce, e l'abbiamo fatto con la stessa attenzione con cui si scaccia una mosca.
La parte geniale è il «Ho letto». Non «accetto» e basta. No. Ti fanno dichiarare di aver letto. Mettono la bugia dentro la bugia, una matrioska di falso, come se un giudice un giorno potesse davvero chiederti conto di quella spunta e tu dovessi rispondere sì, certo, pagina 43 comma quarto, me la ricordo bene.
E intanto vai avanti. Spunti, accetti, dimentichi. Perché l'alternativa è leggere, e leggere vuol dire fermarsi, e fermarsi vuol dire magari accorgersi di cosa stai dando via stanotte, col dito già a metà strada verso il pulsante. Molto più comoda la mosca.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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