Ferrari accende la presa da 550mila euro
La Ferrari Luce è la prima elettrica di Maranello: 1.050 cavalli, cinque posti, prezzo da capogiro e puristi già pronti a respirare in un sacchetto di pelle Frau.
Cronache raccolte sotto una stessa sezione. L'ordine è cronologico, la redazione no.
La Ferrari Luce è la prima elettrica di Maranello: 1.050 cavalli, cinque posti, prezzo da capogiro e puristi già pronti a respirare in un sacchetto di pelle Frau.
Amazon aggiorna Bee, il wearable AI che registra e riassume conversazioni. Comodo? Sì. Un po’ inquietante? Anche troppo.
SpaceX testa la nuova Starship V3: volo riuscito a metà, booster perso e IPO record sullo sfondo. Il capitalismo spaziale, insomma, continua a fumare parecchio.
Waymo sospende freeway e servizi in alcune città: cantieri e strade allagate ricordano ai robotaxi che il mondo reale non è una demo.
Google rilancia gli smart glasses con Gemini, Gentle Monster e Warby Parker. Il futuro è mani libere, occhi occupati e privacy con l’ansia da prestazione.
GitHub conferma una compromissione legata a un dispositivo di un dipendente e a un’estensione VS Code infetta: circa 3.800 repository interni sarebbero stati esfiltrati. La supply chain software continua a essere il castello di carte più costoso del pianeta.
La BBC racconta le macchine che provano a riportare la produzione di T-shirt in Occidente: meno cuciture, più colla, più robot. La moda scopre l’automazione e finge che non sia anche una questione di lavoro.
Una giuria californiana ha respinto la causa di Elon Musk contro Sam Altman e OpenAI: non perché la soap opera fosse noiosa, ma perché secondo i giurati è arrivata troppo tardi.
Un sistema giapponese di check-in hotel ha esposto oltre un milione di passaporti, patenti e selfie di verifica. Non un cyberattacco da film: un bucket cloud lasciato pubblico, cioè il grande classico dell’innovazione con la porta aperta.
Google prepara un Android molto più agentico: Gemini che compila moduli, ordina cose, parla con le app e arriva perfino nei laptop Googlebook. Comodo, certo. Anche un po’ inquietante, come ogni comodità ben finanziata.
Il cyberattacco a Canvas ha mandato in tilt università e scuole durante gli esami finali: dati rubati, lezioni bloccate e la solita promessa magica dei criminali che “sì, fidati, abbiamo cancellato tutto”.
Tra Exaforce, RunSybil e i test su Mythos, la cybersecurity entra nell’era degli agenti IA: attaccano, difendono, compilano report. L’umano resta lì a pagare la licenza.
Le città combattono montagne di grasso e salviette nelle fogne con sensori, AI e robot. Sì: il futuro è arrivato, e puzza di fritto istituzionale.
Gli installer ufficiali di Daemon Tools sarebbero stati compromessi per settimane: software firmato, sito legittimo, backdoor dentro. La supply chain colpisce ancora, perché il malware migliore è quello che si presenta con il badge.
GM pagherà 12,75 milioni di dollari in California per chiudere le accuse sulla vendita dei dati OnStar: geolocalizzazione, abitudini di guida e la solita privacy messa nel bagagliaio.
Un cyberattacco a Instructure ha mandato in tilt Canvas proprio durante gli esami finali: scuole ferme, consegne saltate e dati degli studenti finiti nel menù del ransomware.
La fame dei data center AI sta facendo esplodere i prezzi delle memorie: PC e smartphone rischiano rincari, tagli e upgrade rimandati. Innovazione, ma con lo scontrino nervoso.
Google aggiorna Home con Gemini 3.1, videocamere più rapide e automazioni più ambiziose. La casa intelligente prova a diventare intelligente davvero, oppure solo più brava a guardarci mentre sbagliamo comando.
Un attacco supply chain ha trasformato installer ufficiali e firmati di DAEMON Tools in veicoli malware. La fiducia digitale, come sempre, era seduta sopra una botola.
ChatGPT Atlas, Comet e soci promettono di navigare al posto nostro. Piccolo dettaglio: per farlo devono leggere tutto e possono cascare in istruzioni-trappola nascoste nelle pagine.
Linkerbot, startup cinese nata da due anni, punta a una valutazione da 6 miliardi di dollari vendendo la parte più sottovalutata dei robot umanoidi: le mani.
Dal 15 giugno Google tratterà il back button hijacking come pratica malevola: chi intrappola gli utenti con pagine fantasma rischia penalizzazioni nei risultati di ricerca.
Il Dipartimento della Difesa USA porta Google, OpenAI, Microsoft, Nvidia, AWS, SpaceX e Reflection dentro i sistemi classificati. Anthropic resta fuori perché ha osato chiedere paletti: dettaglio piccolo, tipo una sirena antincendio.
Il 30 aprile debutta Ivory, social made in Italy che promette identità verificate, reputazione e conversazioni meno tossiche. Tradotto: meno balletti algoritmici, più curriculum. Vediamo se internet sopravvive.
Japan Airlines sperimenta robot umanoidi cinesi per il carico bagagli all'aeroporto di Haneda. Il motivo? In Giappone i lavoratori scarseggiano e i turisti sono troppi.
Canberra ha presentato una legge che impone a Meta, Google e TikTok di pagare i contenuti giornalistici o subire una tassa del 2,25% sui ricavi locali. Il messaggio è chiaro: o si siedono al tavolo, o lo Stato prende i soldi e li dà alle redazioni.
Mezzo milione di volontari del UK Biobank si sono svegliati con i loro dati sanitari, sequenze genomiche e scansioni cerebrali in vendita su Alibaba. Non è stato un hacker: erano ricercatori accreditati.
Tim Cook lascia la CEO di Apple dopo 15 anni. Al suo posto John Ternus, l'ingegnere che ha costruito tutto. Ma può un hardware engineer salvare un'azienda dipendente dall'iPhone?
Huawei ha lanciato oggi il Pura X Max, il primo telefono pieghevole formato libro disponibile sul mercato. Apple e Samsung inseguono, il prezzo fa male al portafoglio.
Carenza globale di chip di memoria: PlayStation, Meta Quest, Samsung e Microsoft alzano i prezzi. I produttori soddisfano solo il 60% della domanda e l'AI data center si mangia tutto.