Il museo ringiovanisce piu' della palestra (dice la scienza)
Due studi del 2026 dicono che frequentare musei, concerti e cinema rallenta l'invecchiamento del corpo quanto lo sport. La scusa perfetta per saltare la palestra.
Cronache raccolte sotto una stessa sezione. L'ordine è cronologico, la redazione no.
Due studi del 2026 dicono che frequentare musei, concerti e cinema rallenta l'invecchiamento del corpo quanto lo sport. La scusa perfetta per saltare la palestra.
Cast da Oscar, 250 milioni di budget e la prima pellicola girata tutta in IMAX 70mm: il 17 luglio Christopher Nolan porta l'Odissea al cinema. E i biglietti erano gia' finiti un anno fa.
Taylor Swift e Travis Kelce si sono sposati al Madison Square Garden nel weekend del 4 luglio. E Paul McCartney ha suonato 'I Want to Hold Your Hand' dal vivo per la prima volta dal 1964.
Sabato 4 luglio a Tor Vergata Ultimo raduna 250.000 persone e strappa a Vasco Rossi il primato di Modena Park (225.173) che resisteva dal 2017. Il Blasco fa gli auguri, ma nel 2027 si riprende la scena.
A 71 anni Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha superato l'orale di maturità all'Istituto Minerva di Roma. Due anni di studio vero, Dante cantato, l'inglese come unico incubo e già la prossima mossa: l'università.
A Barbarano Romano, nella necropoli di San Giuliano, gli archeologi hanno aperto una camera etrusca sigillata dalla fine del VII secolo a.C.: due defunti, vasi in bucchero e bronzi ancora al loro posto. In una zona depredata per secoli dai tombaroli, trovarla intatta e' quasi un miracolo statistico.
Una giuria della California dà ragione a Quince: lo stivaletto UGG Classic Ultra Mini è troppo comune per essere brevettato. Deckers fa causa al re dei dupe e perde tutto.
Il cantante e fenomeno social Oliver Tree e' morto a 32 anni in uno scontro tra elicotteri a Rio. L'uomo che aveva fatto delle finte morti un'arte se n'e' andato sul serio: e per ore meta' internet non ci ha creduto.
Il British Film Institute ha preservato 430 video virali degli ultimi 30 anni: da 'Charlie Bit My Finger' alla lattuga che battè Liz Truss. I meme sono ufficialmente patrimonio nazionale.
Per la prima volta in oltre 50 anni musei, biblioteche, teatri e archivi si fermano insieme: lo sciopero generale della cultura denuncia salari da fame, precarietà ed esternalizzazioni. Il messaggio? Non c'è eccellenza se chi la cura non arriva a fine mese.
È morto Sonny Rollins, gigante del jazz e ultimo grande superstite dell’era bebop: più di sessant’anni di assoli, pause leggendarie e una lezione molto semplice al presente — improvvisare non vuol dire improvvisarsi.
The Mandalorian and Grogu riporta Star Wars al cinema dopo sette anni e vince il weekend. Però l’apertura è la più bassa dell’era Disney: la Forza c’è, il turbo forse è rimasto su Disney+.
La Palma d’Oro 2026 va a Fjord di Cristian Mungiu, mentre Cannes trasforma il red carpet in una lavagna su guerre, fondamentalismi e diritti. Glamour, sì, ma con l’ansia geopolitica inclusa.
Bungie annuncia l’ultimo aggiornamento live-service di Destiny 2 per il 9 giugno. Il gioco resterà online, ma il sogno del mondo infinito ha appena trovato il pulsante pausa.
Accordo Spotify-Universal: cover e remix AI dei fan diventano un add-on a pagamento, con consenso e compensi promessi agli artisti. Il caos generativo ora ha il badge Premium.
KPop Demon Hunters diventa un gioco di carte collezionabili firmato KAYOU: due edizioni, rarità, TikTok Shop e fandom trasformato in bustine. Il merch non dorme mai, al massimo fa preordine.
Nel Regno Unito alcuni venue stanno creando letti, docce e cucine per le band in tour. Non è glamour: è il rock indipendente che scopre l’infrastruttura minima per non collassare.
Dara vince Eurovision 2026 con Bangaranga: prima vittoria bulgara, Italia quinta con Sal Da Vinci e solita centrifuga geopolitica sotto i glitter.
Il nuovo album di Willie Peyote racconta un presente che sembra finire sempre, senza finire mai: capitalismo, algoritmi, musica e comunità nel grande crash in slow motion.
La Biennale Arte 2026 apre tra padiglioni chiusi, proteste su Israele e Russia, giuria dimissionaria e il solito sogno infranto dell’arte “neutrale”.
Cannes 2026 parte con star, Palma d’Oro onoraria a Peter Jackson e pochi blockbuster americani: meno Hollywood, più autori, più contraddizioni sull’AI.
Il museo d’arte contemporanea di Teheran tira fuori Lichtenstein, Rosenquist e Indiana: pop art americana contro la guerra, nel posto meno neutro possibile.
A Londra aprirà nel 2027 il primo museo ufficiale dei Beatles: sette piani al 3 di Savile Row, lo studio di Let It Be e il tetto dell’ultimo concerto. Nostalgia, sì, ma con biglietteria e Apple Corps al volante.
Alla Völklinger Hütte, ex mostro d’acciaio UNESCO, la Urban Art Biennale 2026 trasforma forni, polvere e binari in una galleria post-industriale. Finalmente un posto dove il degrado non va ripulito: va curato.
A Venezia la giuria si dimette, i Leoni saltano e il pubblico vota i padiglioni: l’arte contemporanea scopre che la geopolitica non resta fuori dal museo, anzi ha il pass staff.
Il Met Gala 2026 ha preso il tema “Fashion is Art” alla lettera: abiti come quadri, sculture camminanti e capitalismo con didascalia museale.
Rockstar rinvia Grand Theft Auto VI al 19 novembre 2026: più mesi per il “polish”, più meme per tutti e l’industria dei videogiochi che trattiene il respiro come davanti a un esame orale.
I Rolling Stones annunciano Foreign Tongues: 14 brani, ospiti enormi e una prova pratica che il rock sa ancora ignorare l’anagrafe.
Billie Eilish e James Cameron portano Hit Me Hard and Soft al cinema in 3D: concerto, intimità, tecnologia e una domanda inevitabile — serviva davvero tutta questa profondità?
La nuova mostra del Costume Institute prova a fare una cosa quasi sovversiva per la moda da museo: ricordarsi che i vestiti stanno addosso a corpi veri, non a fantasmi taglia campione.