C'è quella frase che le persone tirano fuori un secondo prima di dirti qualcosa di orribile. Te lo dico perché ti voglio bene. Come se l'affetto fosse un lasciapassare. Come se aver premesso la buona fede cancellasse tutto quello che arriva dopo.
Strano però che nessuno dica mai «te lo dico perché mi va di ferirti». Eppure a volte è esattamente quello, solo che suona male e allora ci mettiamo il fiocco. La sincerità è diventata un alibi. Non sono cattivo, sono solo sincero. Bella scappatoia: ti permette di essere stronzo e pure di sentirti migliore degli altri, quelli che «fingono», gli educati, i deboli.
La verità è che esistono mille modi di dire la stessa cosa e tu hai scelto quello che faceva più male. Non è coraggio. È che a un certo punto ferire stanca meno che pensare a come dirla bene. E allora la chiamiamo onestà, fa più curriculum.
Boh. Magari ogni tanto qualcuno te lo dice davvero perché ti vuole bene. Statisticamente capiterà. Però ho fatto caso che chi ti vuole bene sul serio, quella frase lì, di solito non sente il bisogno di annunciarla prima.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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