C'è una guerra che combatto ogni sera col telecomando e non la vince nessuno. Volume 14: sento i respiri ma non le parole. Volume 16: la pubblicità mi sfonda il muro e il vicino si sveglia. Il punto giusto sta a 15, lo so. Ma 15 non lo posso lasciare. È dispari. Sta lì sghembo sullo schermo a guardarmi come un quadro storto.
Non ha senso, eh. Lo dico subito. L'orecchio non sente la differenza tra pari e dispari, è il cervello che fa i capricci. Però provaci tu ad addormentarti sapendo che la TV è ferma su un numero spaiato. Io no. Premo, torno a 16, è troppo, scendo a 14, è poco, risalgo. Avanti così finché il film è già a metà.
E poi ci sono i film fatti apposta per fregarti. I dialoghi sussurrati come segreti e le esplosioni a tutto volume, così passi la serata col dito sul tasto come un DJ ansioso. Alza per capire cosa si dicono, abbassa prima che ti parta la caldaia di adrenalina. Mai una via di mezzo. Mai un secondo di pace acustica.
Forse è questo che mi frega davvero. Non il numero, ma l'idea che da qualche parte esista il volume perfetto e che io non ci possa arrivare, perché vive lì, nello spazio vuoto tra due tacche. Comunque adesso lo metto a 16 e abbasso io la testa. Pari. Almeno una cosa stasera è andata come dico io.

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