La frase più comoda dell’italiano contemporaneo è “ci sta”. Non vuole dire sì, non vuole dire no, non vuole dire mi piace, non vuole dire fa schifo. È una gomma da masticare messa sopra il buco del pensiero. Tappa tutto, non ripara niente, però almeno non entra l’aria.
“Ci sta” è perfetto perché non ti compromette. Puoi dirlo davanti a una pizza discutibile, a una relazione che sta implodendo, a un taglio di capelli fatto contro la volontà di Dio. È il giubbotto catarifrangente dell’opinione: ti rende visibile quel tanto che basta per non sembrare morto, ma non abbastanza da dover spiegare cosa pensi.
Forse abbiamo solo paura di occupare troppo spazio. Dire “non sono d’accordo” sembra un atto terroristico, dire “mi piace” sembra una proposta di matrimonio. Quindi galleggiamo lì, in mezzo, con questa piccola formula anfibia. Ci sta. Certo che ci sta. Ci sta tutto, quando nessuno ha più voglia di spostarlo.

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