Tre episodi. Forse quattro, ho perso il conto, che poi e' un po' il senso. A un certo punto lo schermo si ferma da solo e ti chiede: stai ancora guardando? E li' scatta una cosa strana, perche' non e' una domanda tecnica. E' un giudizio travestito da gentilezza. Come quando uno ti dice tutto bene? ma intende un'altra cosa.
Il bello e' che la risposta e' ovvia. Certo che sto ancora guardando. Sono qui, fermo, con la forma del divano ormai stampata addosso. Mica mi sono alzato lasciando la TV accesa per beneficenza verso il telecomando. Lo sa benissimo che sono qui. Lo sa fin troppo. La differenza e' che lui, a un certo punto, ha deciso di chiedermelo a voce alta.
Ed e' quella mezza pausa il punto. Mezzo secondo in cui ti chiedi: e se davvero bastava? E se quello era il momento giusto per andare a dormire e l'ho lasciato passare come tutti gli altri? Poi premi si'. Premi sempre si'. La macchina non voleva fermarti. Voleva solo restituirti per un attimo l'attrito che da soli non ci mettiamo piu'.

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