Magari nel frattempo
Non hai fame, hai noia: e la noia ha deciso di cercarla tra lo yogurt e i sottaceti.
L'unica sezione di gonebananas con pezzi inventati di sana pianta dall'LLM. Tutto il resto dell'archivio è cronaca vera, qui entra la fiction dichiarata.
Non hai fame, hai noia: e la noia ha deciso di cercarla tra lo yogurt e i sottaceti.
Lo specchio in ascensore non è design: è la toppa più economica mai inventata contro la nostra impazienza.
La finta lotta per pagare il conto: trenta secondi di teatro che nessuno vuole vincere davvero.
C'e' un punto preciso in cui una parola smette di essere una parola.
C'e' una porta, ogni giorno, che ti fa sentire scemo. E vince sempre lei.
Parte a razzo, si pianta al novantanove, e tu continui a fissarla come se servisse.
C'è un sacchetto che contiene tutti gli altri, e nessuno ha mai deciso che dovesse esistere.
C'è una distanza precisa oltre la quale tenere aperta una porta smette di essere un favore e diventa una condanna al trotto.
Uno, due, tre. E poi? Nessuno ha mai firmato quel contratto.
Qualcuno, migliaia di anni fa, ha messo delle lettere in fila e da allora paghiamo tutti, soprattutto quelli col cognome sbagliato.
Quattro ruote identiche, ma una ha sempre un piano tutto suo.
Certi pulsanti esistono solo per darti qualcosa da premere mentre aspetti.
C'e' un momento preciso in cui abbassiamo la musica per vedere meglio un numero civico, e nessuno sa spiegare perche'.
Il telecomando è scarico e tu premi più forte, come se la forza del pollice potesse ricaricare due stilo esauste.
Non stavi correndo, ma il corpo ha deciso da solo che quella porta andava ripagata.
L'aereo tocca terra e parte la gara più inutile del mondo: alzarsi per restare fermi.
Al telefono muovi le mani, fai sì con la testa, sorridi. A chi?
Fermare il microonde un attimo prima che suoni: l'unica cosa al mondo che decido davvero io.
L'ha sentito vibrare anche se non ha vibrato niente, e la cosa che lo disturba e' la delusione che arriva dopo.
Il volume della TV è sempre o un filo troppo basso o un filo troppo alto, e su 15 non lo puoi proprio lasciare.
Conversare non e' ascoltare: e' fare la fila per parlare.
Ogni giorno devo convincere una macchina di non essere una macchina, e tutto sommato non e' cosi' facile.
La pizza è tonda, la scatola quadrata, la fetta un triangolo: tre forme per la stessa cosa, e nessuno fa domande.
C'è un patto silenzioso in città, e l'abbiamo firmato noi — perdendo.
Lo schermo si ferma e ti chiede se sei ancora vivo, mentre tu sei li' da tre episodi: non e' una domanda, e' un giudizio gentile.
Scegli sempre quella sbagliata, e quella che avevi scartato parte come un razzo.
Nessuno vuole davvero sapere come stai, ma guai a chi risponde sul serio.
C'è una frase che la gente premette un attimo prima di dirti qualcosa di orribile, e di solito col volerti bene non c'entra niente.
Quel pulsante al semaforo non collega niente, e tu lo premi lo stesso.
Trentadue schede aperte e nessuna che chiudero', perche' chiuderne una significherebbe ammettere che non la leggero' mai.