C’è questa cosa dei calzini spaiati che fingiamo di non capire. Diciamo “sarà rimasto nel cestello”, “sarà sotto il letto”, “sarà finito nella manica di una felpa”. Bugie gentili, come quando diciamo “arrivo tra cinque minuti” e siamo ancora in accappatoio con la faccia da aggiornamento di sistema.
La verità è che la lavatrice prende decisioni. Non lava soltanto: valuta. Fa una piccola selezione naturale del cotone. Tu inserisci due calzini con una fiducia quasi commovente, lei ne restituisce uno, come una dogana domestica con problemi di comunicazione. L’altro sparisce. Non muore, non si perde. Viene promosso a concetto.
E noi continuiamo a comprare pacchi da sei, da dieci, da dodici, come se la quantità potesse battere il mistero. Spoiler: non può. Ogni casa ha il suo triangolo delle Bermuda, solo che profuma di ammorbidente e gira a 800 giri.
Forse il calzino mancante è l’unico tra noi ad aver capito tutto: quando il ciclo parte, non bisogna resistere. Bisogna trovare un varco e uscire dalla statistica. Un calzino alla volta, con dignità discutibile ma grande tempismo.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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