In ogni casa c'è un sacchetto pieno di sacchetti. Nessuno l'ha comprato, nessuno l'ha iniziato. Un giorno apri lo sportello sotto il lavello e c'è già, gonfio, immortale. Metti dentro il sacchetto della spesa e in cambio non ne tiri fuori mai uno. Entra roba, non esce niente. Un buco nero, ma educato.
La cosa buffa è che li teniamo per usarli. Ce lo diciamo davvero. "Servono." Poi arriva il giorno di buttare l'immondizia e vai a comprare i sacchetti, quelli veri, quelli con la maniglia. Perché quei duecento lì, per un motivo che nessuno sa spiegare, non contano. Troppo buoni per la spazzatura, troppo brutti per qualsiasi altra cosa. Vivono in una specie di purgatorio della plastica.
E intanto crescono. Si moltiplicano al buio, come funghi. Un giorno ce ne andremo noi e loro resteranno lì, sotto il lavello, ad aspettare il prossimo che si racconterà la stessa storia. Non è il tuo sacchetto dei sacchetti. Sei tu il suo.

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