Anno MMXXVI · Giorno CCXLIV · Martedì
Giornale tropicale permanente
notizie da una prospettiva scivolosa
Riflessioni

Annuisci, tanto non ti vede

Al telefono muovi le mani, fai sì con la testa, sorridi. A chi?

C'è questa cosa che facciamo tutti e nessuno ammette: al telefono gesticoliamo. Cioè, uno dall'altra parte del filo, a chilometri di distanza, e tu lì che disegni cerchi nell'aria per spiegare una rotatoria. Le mani che vanno come se fosse teatro. Solo che il pubblico non c'è. Il pubblico è un orecchio.

E annuisci. Questa è la parte assurda. Fai sì con la testa a uno che non ti vede, e lo fai pure convinto, con tutto il collo, come se il gesto potesse infilarsi nella cornetta e uscire dall'altra parte. A volte sorridi persino. Sorridi a nessuno, da solo in cucina, mentre dici "ma no figurati" a un tono di voce.

Forse è che il corpo non ha mai imparato la differenza. Per lui c'è una persona, punto. Non gli interessa se sta dietro un vetro, dentro un cavo o a tre isolati: se parli con qualcuno, il resto parte in automatico — le mani, la faccia, tutta la baracca. Il cervello sa benissimo che è inutile. Il corpo no, e per fortuna non lo ascolta.

Poi arriva la videochiamata e ti frega. Perché lì ti vedono davvero, e all'improvviso non sai più dove mettere le mani. Le tieni ferme, impacciate, come uno che ha dimenticato le battute. Vent'anni a gesticolare nel vuoto senza il minimo problema, e appena qualcuno guarda, ti blocchi.

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