Apri il frigo. Guardi. Non c'e' niente. Chiudi. Passano cinque minuti e lo riapri, con la stessa faccia speranzosa, come se nel frattempo qualcuno fosse entrato di soppiatto a rifornirlo. Non e' successo. E' lo stesso barattolo di senape scaduta, la stessa mezza cipolla avvolta nella pellicola come una reliquia.
Eppure ci torni. Terza apertura. La luce si accende, il frigo fa quel suo ronzio giudicante, e tu resti li' impalato a fissare i ripiani come uno che aspetta che il finale del film cambi solo perche' lo riguarda. Non hai neanche fame, questa e' la parte imbarazzante. Hai noia. E la noia ha deciso che la risposta sta da qualche parte tra lo yogurt e i sottaceti.
Forse non stai cercando cibo. Stai cercando una piccola prova che l'universo, ogni tanto, ti sorprenda. Che aprendo una porta fredda alle due di notte compaia qualcosa che ieri non c'era. Uno spuntino, un segno, qualunque cosa. Invece c'e' il burro. Sempre li', immobile, che ti guarda male.
Chiudi. Torni sul divano. E lo sai gia' che tra poco ci riprovi.

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