Ci sono registi che al terzo film cominciano a girare in digitale per risparmiare. E poi c'e' Christopher Nolan, che per il suo nuovo film ha praticamente inventato una nuova macchina da presa IMAX perche' quelle esistenti facevano troppo rumore. Il risultato si chiama The Odyssey, esce nelle sale il 17 luglio, ed e' gia' partito il tam-tam da "evento cinematografico dell'anno" prima ancora che la stragrande maggioranza del pianeta l'abbia visto.
Il pitch, sulla carta, e' il piu' antico del mondo: Odissea, quella di Omero, con Ulisse che ci mette dieci anni a tornare a casa da Troia incontrando ciclopi, sirene, ninfe e problemi vari. Nolan ha preso il poema epico fondativo della cultura occidentale e ci ha buttato dentro 250 milioni di dollari, uno dei budget piu' alti della sua carriera. Perche' se devi rifare la storia che hanno letto tutti al liceo, tanto vale farla esplodere in 70mm.

Il cast e' una rapina
Partiamo dalle cose serie: il cast sembra una premiazione degli Oscar tenuta in ostaggio. Matt Damon e' Ulisse, e le prime reazioni parlano gia' di "performance della carriera". Intorno a lui: Anne Hathaway (Penelope), Tom Holland (Telemaco), Robert Pattinson (il pretendente Antinoo), Zendaya nei panni della dea Atena, Charlize Theron come Calipso, Lupita Nyong'o, Samantha Morton, Jon Bernthal. In pratica se lanci un sasso sul set colpisci qualcuno che ha gia' vinto o e' stato candidato a qualcosa.
Le prime reazioni della critica sono uscite dopo la premiere londinese del 6 luglio e sono state, diciamo, poco misurate: "il film piu' grande di Nolan", "una delle migliori trasposizioni del mito greco di sempre", papabile Best Picture. Il tipo di aggettivi che di solito fanno drizzare le antenne — ma qui vengono un po' da tutti insieme, il che e' meno sospetto.
La vera star e' la pellicola (letteralmente)
Nolan e' notoriamente un integralista dell'analogico, e stavolta ha alzato l'asticella fino all'assurdo: The Odyssey e' il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX 70mm. Oltre due milioni di piedi di pellicola, telecamere ridisegnate apposta per essere piu' leggere e silenziose, riprese vere sparse tra Marocco, Grecia, Islanda, Sicilia (ciao Favignana) e Scozia. Zero green screen dove poteva evitarlo.

E qui arriva il dettaglio piu' folle di tutta la vicenda: i biglietti per le proiezioni in IMAX 70mm del weekend d'apertura sono stati messi in vendita un anno prima, a luglio 2025. Nel giro di poche ore erano andati praticamente tutti, circa 1,5 milioni di dollari incassati mesi e mesi prima che il film esistesse davvero nelle sale. Gente che ha prenotato la poltrona giusta per un film muto — nel senso che non aveva ancora visto nemmeno un trailer decente. Nolan come Taylor Swift, ma per cinefili.
Numeri e polemiche
Sul fronte incassi, il tracking parla di un'apertura tra gli 80 e i 100 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, cifre che potrebbero mandare in soffitta persino Oppenheimer. Non male per un film in cui, spoiler dal 700 a.C. circa, alla fine il protagonista torna a casa.
Ovviamente non manca la sua dose di polemiche da timeline: c'e' chi storce il naso sulle armature poco filologiche, sulle navi, sugli accenti americani al posto di quelli greci o britannici, e sul casting "non abbastanza greco". Discussioni legittime, per carita', ma diciamocelo: se cercavate accuratezza storica in un blockbuster con Zendaya-dea e Spider-Man che fa il figlio di Ulisse, forse il problema e' altrove. L'adattamento e' interpretazione, e Omero — che il poema lo cantava a memoria cambiandolo ogni sera — probabilmente sarebbe stato l'ultimo a lamentarsi.
Dal 17 luglio si vedra' se l'hype regge. Nel frattempo, l'unica vera tragedia greca e' provare a trovare un biglietto IMAX 70mm ancora disponibile.
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