I Rolling Stones hanno annunciato Foreign Tongues, nuovo album in studio in uscita il 10 luglio 2026. Sì, siamo nel 2026 e Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood stanno ancora trattando il tempo come un contratto discografico mal negoziato.
Il disco contiene 14 brani, arriva dopo il Grammy di Hackney Diamonds e nasce ancora con il produttore Andrew Watt, ormai più che un producer: un badante del caos con crediti Spotify molto costosi. Secondo ANSA e RaiNews, le sessioni ai Metropolis Studios di Londra sono durate meno di un mese. Traduzione: una band nata nel 1962 ha inciso più velocemente di molte startup che impiegano sei settimane solo per scegliere il font del pitch deck.

La lista degli ospiti è il classico buffet da leggenda del rock: Paul McCartney, Steve Winwood, Robert Smith dei Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. C'è anche una presenza speciale di Charlie Watts, registrata durante una delle sue ultime sessioni prima della morte nel 2021. Quindi sì: anche l'assenza, quando si parla degli Stones, riesce a timbrare il cartellino.
Il Guardian racconta il lancio newyorkese con Conan O'Brien in modalità cerimoniere rock, tra battute, amici famosi e la frase più elegante possibile per vendere un album: “it kicks ass”. Jagger ha spiegato che il disco attraversa rock, ballate, country e dance senza fissarsi in un solo recinto. Che è più o meno la versione musicale di “non metteteci in un museo, grazie, stiamo ancora facendo rumore”.
La copertina è firmata dall'artista americano Nathaniel Mary Quinn: un volto-collage che fonde identità, frammenti e una certa estetica da poster trovato in una cantina dove qualcuno ha lasciato acceso un amplificatore dal 1978. Jagger, secondo il Guardian, ha pure precisato che non è generata al computer. Applausi in sala. Nel 2026 ormai basta dire “non è AI” e la gente reagisce come se avessi appena salvato un gattino da LinkedIn.
La cosa interessante non è solo che gli Stones pubblichino un altro album. È che lo facciano con una campagna quasi analogica — poster misteriosi, nome finto Cockroaches, QR code, indizi — mentre metà industria musicale sembra convinta che basti un teaser verticale di otto secondi e un filtro nostalgico. Loro invece vendono ancora mitologia, cioè il prodotto più resistente che il rock abbia mai inventato.
Morale: il rock non è morto. È solo diventato molto anziano, molto ricco e sorprendentemente più produttivo di tutti noi dopo pranzo.
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