Nell'epoca in cui flexi un drop in edizione limitata che dura tre settimane prima di finire rivenduto su Vinted, gli etruschi avevano gia' capito tutto: il vero lusso e' restare sold out per 2.600 anni. E' piu' o meno quello che e' successo a Barbarano Romano, provincia di Viterbo, dove il 15 giugno gli archeologi hanno aperto una tomba etrusca rimasta sigillata, intatta e indisturbata dalla fine del VII secolo a.C.
Siamo nella necropoli di San Giuliano, localita' Caiolo, nel cuore della Tuscia e del Parco Marturanum. Qui di tombe etrusche ce ne sono piu' di cinquecento, ma c'e' un dettaglio che rovina la festa agli archeologi da generazioni: quasi tutte sono state svuotate dai tombaroli, in antico o in tempi piu' recenti. Trovarne una ancora chiusa, con tutto al suo posto, e' statisticamente piu' raro che beccare un treno regionale in orario.

Quando hanno rimosso la lastra di tufo che sigillava l'ingresso, dentro hanno trovato una scena congelata nel tempo: due individui adagiati su un ampio letto funebre, circondati dal loro corredo. Niente buttato li' a caso, anzi: i vasi erano stati deposti seguendo un preciso rituale prima della chiusura. C'erano olle, calici in bucchero (la ceramica nera lucida, marchio di fabbrica etrusco), almeno un aryballos — un vasetto per profumi e unguenti, perche' anche nell'aldila' bisogna presentarsi bene — e diversi ornamenti in bronzo. Sul letto di sinistra spiccava ancora un bacile di bronzo, esattamente dove l'avevano lasciato.
La datazione parla del periodo orientalizzante recente, fine VII secolo a.C.: l'epoca in cui l'aristocrazia etrusca importava lusso e mode dal Mediterraneo orientale e se le portava in tomba per ribadire, anche da morta, chi comandava. Un corredo cosi' non e' solo roba bella da mettere in vetrina: e' una capsula del tempo sullo status sociale, sui riti funebri e sui gusti di una famiglia che 2.600 anni fa, da queste parti, contava parecchio.

Il merito e' del San Giuliano Archaeological Research Project, lo scavo che dal 2016 la Baylor University del Texas porta avanti su concessione del Ministero della Cultura, in strettissima collaborazione con la Soprintendenza. In nove anni il team ha mappato e documentato oltre 600 tombe a camera: quasi tutte gia' visitate dai ladri. "Rarissimo trovare una tomba inviolata, da qui l'eccezionalita' della scoperta", fanno sapere dalla Soprintendenza. Il direttore dello scavo, il professor Davide Zori, parla gia' di una possibile via sacra da indagare nei prossimi anni.
E la parte migliore e' che non e' nemmeno la prima volta: nel giugno 2025, li' accanto, era saltata fuori un'altra camera intatta, ribattezzata "Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti". Due colpi grossi in due anni, nello stesso fazzoletto di tufo, dopo decenni in cui i clandestini avevano fatto razzia indisturbati. La morale, per una volta, e' quasi confortante: archeologi, universita' e comunita' locale che, lavorando insieme, riescono a battere sul tempo i tombaroli. Con soli 2.600 anni di ritardo — ma alla fine hanno vinto loro.
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