C'era una volta un marchio che faceva sognare intere generazioni di smanettoni: Commodore, quello del C64 e dell'Amiga, il computer su cui mezza Italia ha imparato cos'era un videogioco prima ancora di sapere cosa fosse un browser. Ecco, quel marchio è tornato. E indovina con cosa? Non con un computer. Con un telefono a conchiglia da 499 dollari il cui superpotere è non farti aprire TikTok.
Benvenuti nell'epoca in cui la cosa più rivoluzionaria che puoi vendere a un essere umano del 2026 è un dispositivo che fa meno cose del suo predecessore. E te lo fa pure pagare come un medio di gamma.
Il "non-stupido telefono stupido"
Si chiama Callback 8020 — il nome è un omaggio nerd al modem Commodore 8010 del 1980 — ed è stato svelato il 15 giugno, con i preordini che aprono il 30 giugno (sconto di 100 dollari per i primi che si buttano). Commodore lo definisce con un ossimoro che è già tutto un programma: "the not dumb dumbphone", il telefono stupido che però non è stupido. E lo slogan? "Tune In, Log Out". Sintonizzati, disconnettiti. La pace dei sensi confezionata in plastica trasparente.
La trovata vera sta nel software: gira su una versione personalizzata di Sailfish OS che blocca a livello di sistema i browser, le email, le app di lavoro e — soprattutto — i social. Niente Instagram, niente TikTok, niente Facebook, niente X. Restano in vita solo le cose "utili": WhatsApp, Signal, Telegram, le mappe, la musica, il navigatore, perfino le app per chiamare un taxi. Tradotto: puoi vivere, ma non puoi scrollare. Il doomscrolling è vietato per decreto di fabbrica.

Sotto il guscio retrò, hardware vero
Attenzione, però: non è il Nokia 3310 di tuo zio. Dentro c'è uno schermo interno da 3,25 pollici, un processore MediaTek Helio G81, 4 GB di RAM, 64 GB di memoria, una fotocamera da 48 MP e supporto alle videochiamate. C'è pure il jack per le cuffie e l'antenna FM, due reperti archeologici che a qualcuno strapperanno una lacrimuccia. La batteria è rimovibile (santo cielo, finalmente) e al posto delle notifiche invasive ci sono cinque LED colorati: lampeggiano, ti avvisano, e si fanno gli affari loro. Lo schermo esterno mostra ora, data e batteria. Punto.
Esteticamente Commodore gioca tutta la partita sulla nostalgia: versione classica grigio-beige, una edizione trasparente in pieno mood Y2K, una limited edition, cover intercambiabili e — ciliegina — le suonerie generate dal mitico chip audio SID. È il 2002 che bussa alla porta del 2026 chiedendo gli arretrati.
Geniale o ridicolo? Un po' entrambi
Qui scatta la domanda che si è fatta mezza internet: perché pagare 500 dollari per togliere funzioni che il tuo telefono ha già? Su qualsiasi smartphone esistono app gratuite per bloccare i social, limitare lo schermo, mettere in pausa le notifiche. E se sei davvero serio, sai cosa puoi fare? Disinstallare Instagram. Gratis. Subito. Senza preordini.
Lo stesso Commodore ammette che il Callback nasce come "secondo telefono per il fine settimana". Che è il modo elegante per dire: questo è un accessorio di lusso per il digital detox, un oggetto da esibire — guardatemi, io il sabato mi disconnetto — più o meno come si esibivano i quaderni Moleskine e le borracce in acciaio. Vuoi smettere di mostrare agli altri quanto sei online? Compra un gadget da mostrare agli altri per dire quanto sei offline.
Eppure. Eppure c'è un fondo di verità che fa rumore: se nel 2026 un'azienda scommette soldi veri sul fatto che la gente paghi per essere protetta dal proprio telefono, forse il problema non è il marketing. Forse il problema siamo noi, col pollice che continua a fare su e giù anche quando non c'è più niente da vedere. Il Commodore lo sapeva già negli anni '80, quando il massimo della dipendenza era una partita a Snake e poi si spegneva tutto. Magari il vero retro-computing era questo: ricordarsi che il telefono si chiude.
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