Non è un caso se il price della benzina al distributore ti fa venire voglia di piangere. È matematica. L'inflazione americana è appena schizzata al 3,3% annuo — il salto più grosso da maggio 2024 — e la colpa è quasi tutta di un numero: +21,2% sulle benzine a marzo. Il più grande aumento mensile da quando il governo statunitense tiene il conto, cioè dal 1967.
Per fare un parallelo storico: l'ultima volta che abbiamo visto un botto del genere era il 2022, quando la Russia invase l'Ucraina e il mondo scoprì che dipendere dal petrolio di un dittatore non è una strategia di lungo periodo. Spoiler: evidentemente non abbiamo imparato nulla.
Diesel +30%, biglietti aerei +15%: e questo è solo l'inizio
I numeri sono chiari come un livido: il carburante diesel è salito del 30,8% in un solo mese. I biglietti aerei sono schizzati del 14,9% rispetto all'anno scorso, perché le compagnie non potevano non scaricare i costi su di noi. UPS e FedEx hanno già aggiunto supplementi carburante. E il costo della vita? Il consumer sentiment è crollato al minimo storico secondo l'Università del Michigan.
La Casa Bianca, intanto, risponde ai citrulli cheTwitter: "I prezzi di uova, manzo, medicinali e latticini stanno scendendo grazie alle politiche di Trump." Peccato che quei prezzi scendano perché nessuno se li può più permettere, non perché l'economia stia funzionando.
L'Europa ha tre settimane di carburante aereo. Poi è finita.
Ma la vera bomba a orologeria non è in America — è qui, in Europa. Airports Council International Europe ha appena scritto alla Commissione UE una lettera che fa venire i brividi: se lo Stretto di Hormuz non si riapre entro tre settimane, l'Europa si ritrova senza carburante per aerei. Il 50% del jet fuel europeo arriva dal Golfo Persico.
Il prezzo del carburante aereo in Europa è già arrivato a $1.838 per tonnellata — era $831 prima della guerra. Cioè è più che raddoppiato. E gli aeroporti più piccoli, quelli che tengono in vita territori interi, sono i primi a rischiare la chiusura.
L'Aviazione civile europea vale €851 miliardi di PIL e sostiene 14 milioni di posti di lavoro. Se l'Europa perde il carburante per volare, non sono solo le vacanze estive a saltare. È un pezzo diconomia continentale che va in tilt.
L'Irlanda non ha più benzina. Letteralmente.
E se pensi che sia solo teoria, guarda l'Irlanda. 500 stazioni di servizio irlandesi potrebbero restare senza carburante entro sera. Trattori e veicoli bloccano le strade per il quarto giorno consecutivo. Non è uno sciopero — è il sistema che collassa sotto il peso di una dipendenza dal petrolio che nessuno ha mai voluto affrontare.
Il genio dell'inflazione è uscito dalla lampada
Christopher Rupkey, chief economist di FWDBONDS, lo ha detto chiaro: "L'economia ha appena preso un colpo di inflazione diretto. E una volta che il genio dell'inflazione esce dalla lampada, è quasi impossibile rimettercelo."
L'economista Mary Daly della Federal Reserve di San Francisco pensa che lo shock petrolifero allungherà i tempi per ridurre l'inflazione. La Fed non taglierà i tassi quest'anno. Traduzione per noi comuni mortali: mutui più cari, mutui più a lungo, e amici leccarsi le ferite ancora per un bel pezzo.
E c'è un'Ignoranzaistra sottile che nessuno vuole nominare: Trump ha annunciato una "tregua di due settimane" sulla condizione che la Iran riapra Hormuz. Ma la tregua è fragile, lo Stretto è ancora praticamente chiuso, e la guerra continua a blenderare il mondo.
Michael Pearce di Oxford Economics è ottimista — per modo di dire: "Penso che le condizioni siano più simili a uno shock breve e acuto che a quello che abbiamo visto nel 2022." Speriamo. Perché se si sbaglia, il 2022 era solo l'antipasto.
Come sempre, il conto lo paga chi non ha deciso niente — il cittadino al distributore, il pendolare in aeroporto, il proprietario di una piccola impresa che vede i costi di trasporto raddoppiare. Ma almeno le protagoni del petrolio fanno profitti record, quindi tutto è bene quel che finisce bene, no?
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