Immaginate O'Connell Street — la strada più iconica di Dublino, quella del GPO e delle rivolte del 1916 — occupata non da insorti armati, ma da trattori, camion e taxi. Per sei giorni, l'Irlanda si è svegliata in una realtà surreale: la rivolta del gasolio.
La causa? Un aumento del 20% dei prezzi del diesel dall'inizio della guerra USA-Iran, che ha strangolato lo Stretto di Hormuz e fatto esplodere i costi energetici in tutta Europa. Ma se nel resto del continente si protesta con i post su X, gli irlandesi hanno scelto la via old school: bloccare tutto.
Raffineria di Whitegate (l'unica dell'isola), porto di Galway, terminal di carburante, strade principali. Un terzo delle stazioni di servizio del paese è rimasto a secco. Ambulanze a rischio, supermercati in crisi, Dublin in gridlock totale. Il premier Micheál Martin ha definito le proteste "illogiche" — perché sì, bloccare l'unica raffineria quando il carburante già scarseggia è come dare fuoco ai pompieri per protestare contro gli incendi.
La polizia ha usato spray al peperoncino per sgomberare i blocchi a Whitegate, e a Galway è intervenuto un mezzo militare per abbattere una barricata improvvisata. Il commissario Justin Kelly non ha usato mezzi termini: "Tengono in ostaggio il paese." Ma il farmer Christopher Duffy, portavoce informale dei manifestanti, ha risposto che la loro protesta pacifica è stata "imboscata" dalla polizia.
Il dettaglio che fa riflettere: un sondaggio del Sunday Independent dice che il 56% degli irlandesi sostiene i manifestanti. Anche se la maggioranza degli elettori dei due partiti di governo è contraria, il messaggio è chiaro — la gente è stanca di pagare il prezzo di guerre che non ha scelto.
Il governo, che due settimane fa aveva già introdotto misure per alleggerire il peso dei rincari, sta trattando con le associazioni di agricoltori e trasportatori per trovare una via d'uscita: tetti ai prezzi, tagli fiscali, qualcosa. Perché quando i trattori occupano il centro della capitale, non stai più gestendo una crisi economica — stai gestendo una crisi di fiducia.
E mentre Dublino si libera dai blocchi, la domanda resta: se l'Irlanda esplode per un +20% sul diesel, cosa succede quando Hormuz si chiude davvero? Spoiler: l'abbiamo già scritto.

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