Apple Store con facciata di vetro — l'eleganza del retail Apple

Apple ha annunciato che chiuderà il suo negozio di Towson, Maryland. Niente di strano, le aziende chiudono sedi in continuazione. Peccato che Towson sia il primo e unico Apple Store sindacalizzato degli Stati Uniti. E che la notizia arriva esattamente tre anni dopo che più di 100 dipendenti hanno votato per iscriversi all'International Association of Machinists & Aerospace Workers. Coincidenze, si sa.

La versione ufficiale di Cupertino è che si tratta di una decisione "difficile", giustificata dalla partenza di diversi retailer dal Towson Town Center e dal peggioramento delle condizioni del centro commerciale. Una narrazione Tudum: il mall muore, noi ci dispiace, ma dobbiamo andare. Il fatto che l'unico store con un sindacato certificato sia quello che muore è solo sfortuna, ovviamente.

Interno minimale di un Apple Store con zona ritiro ordini

Il sindacato IAM, dal canto suo, non l'ha presa bene. In una dichiarazione che sa di causa legale imminentissima, hanno definito la chiusura un "tentativo cinico di distruggere il sindacato" e hanno accusato Apple di mentire sul fatto che il contratto collettivo impedisse la ricollocazione dei lavoratori. "La pretesa di Apple che l'accordo di contrattazione collettiva impedisca la ricollocazione è semplicemente falsa", hanno scritto. Parole forti. Il tipo di parole che finiscono in un'aula di tribunale.

E non è nemmeno la prima volta che Apple gioca sporco con i sindacati. Nel 2022, mentre i lavoratori di Towson votavano per l'iscrizione all'IAM, un analogo tentativo di sindacalizzazione ad Atlanta è stato ritirato dopo che i dipendenti hanno denunciato intimidazioni. Per chi tiene il conto: due tentativi di sindacalizzazione, uno ritirato per intimidazioni, l'altro chiuso per "ragioni commerciali". La matematica della coincidenza è impressionante.

Picchetto sindacale Unite con cartelli per posti di lavoro e condizioni dignitose

Apple non si è limitata a Towson: chiude anche store a Trumbull Mall in Connecticut e North County Mall in California. I dipendenti di questi due negozi verranno ricollocati in store vicini. I lavoratori di Towson? Possono "fare domanda" per posizioni aperte altrove. Notate la differenza: gli store non sindacalizzati ottengono un trasferimento, quello sindacalizzato ottiene un modulo di candidatura. Ma certo, è solo una questione di logistica mall-centrica.

Il contesto è più ampio di quanto sembri. La sindacalizzazione nel settore tech retail è stata una battaglia durissima in tutto il paese. Amazon, Starbucks e ora Apple: tutte aziende che predicano progressismo nei loro spot del Super Bowl mentre combattono i propri dipendenti che chiedono condizioni dignitose. Apple, l'azienda più ricca del mondo per capitalizzazione di mercato — vale più di 3 trilioni di dollari — non può permettersi di tenere aperto un negozio perché i lavoratori hanno avuto l'audacia di organizzarsi.

La vera domanda non è se Apple possa permettersi di mantenere aperto quel negozio — ovviamente sì, con i margini che ha potrebbe mantenerne 10.000 — ma se un'azienda possa punire i lavoratori per essesi organizzati senza conseguenze legali. Il National Labor Relations Board americano avrà probabilmente qualcosa da dire al riguardo. E nel frattempo, il messaggio agli oltre 80.000 dipendenti Apple Store nel mondo è chiaro: organizzatevi, e il negozio sparisce.

Chissà se Tim Cook ci ha pensato, mentre presentava l'ultimo iPhone parlando di "empowerment" e "potenziare le persone". Empowerment, sì. Ma solo finché non ti organizzi.