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Società

Il muretto è morto, viva la sala pesi

Gli under 25 invadono le palestre: metà degli iscritti McFit, +40% da FitActive a Milano, boom anche in UK e Spagna. Ma tra #gymtok, schede fatte dall'AI e vigoressia, il problema non è il bilanciere.

Diciamocelo: una volta il posto dove gli adolescenti si incontravano di pomeriggio era il muretto. Poi il centro commerciale. Poi Discord. Adesso è la sala pesi. Entri in una palestra qualsiasi in un martedì alle cinque e trovi ragazzini di sedici anni al bilanciere, tra uno squat e una chiacchiera, con la stessa naturalezza con cui i loro genitori stavano al bar a giocare a flipper. Solo che il flipper non ti chiedeva di avere i bicipiti da copertina.

Lo racconta Il Post in un pezzo uscito il 12 ottobre: l'età media di chi inizia ad allenarsi si è abbassata, e la palestra è diventata un luogo di ritrovo vero e proprio. In Italia non esiste un censimento ufficiale del fenomeno, ma i numeri delle catene parlano chiaro. Da McFit il 50% degli iscritti ha meno di 25 anni. FitActive, la catena con più sedi in Italia, dice che nelle sue palestre di Milano gli under 25 sono cresciuti del 40% in tre anni. E secondo RSG Group, il gruppo di McFit, sempre più ragazzi chiedono come regalo per i 18 anni non il motorino, non il viaggio a Ibiza, ma l'abbonamento in palestra. Commovente. Più o meno.

Non è solo l'Italia: è un pianeta di bilancieri

La tendenza è internazionale. PureGym, la più grande catena del Regno Unito, ha detto che il 47% dei nuovi iscritti ha 25 anni o meno. Negli Stati Uniti il report di fine 2025 di ABC Fitness, che gestisce i software di migliaia di palestre, ha calcolato che la Gen Z vale il 47% di tutte le nuove iscrizioni (su 7,2 milioni) e che quasi metà di questi giovani dice di restare per la community, non per i macchinari.

In Spagna Jordi Bella, a capo della catena low cost Synergym, ha raccontato a Health Club Management che dieci anni fa l'età media dei suoi iscritti era tra i 35 e i 40 anni. Oggi è 30. E cosa vogliono questi giovani? Prezzi tra 20 e 30 euro al mese, niente vincoli, niente quota d'iscrizione. Tradotto: la palestra è il nuovo locale, solo che costa meno di due spritz e non ti lascia l'hangover.

Una palestra della catena spagnola Synergym, dove l'età media degli iscritti è scesa a 30 anni
In Spagna l'età media degli iscritti a Synergym è scesa a 30 anni (foto: Synergym / Health Club Management)

In Italia le palestre sono passate da circa 5.100 nel 2019 a circa 5.900 nel 2026, secondo Unioncamere. Il mercato ha fiutato l'affare e, come racconta sempre Il Post, le catene low cost si fanno la guerra a colpi di aperture e accuse reciproche. Un settore in salute, insomma. Il resto, vedremo.

Il corpo sotto sequestro

Ora, la parte seria. Perché sì, che i ragazzi si muovano è una buona notizia, soprattutto in un Paese in cui a 25 anni c'è già chi ha le placche nelle arterie. Ma la domanda è perché ci vanno.

Lo psicologo Leopoldo Romanelli la mette giù in modo brutale: i ragazzi vivono fin da piccoli «con il loro corpo sotto sequestro», perché strade, parchi e cortili sono considerati troppo pericolosi dagli adulti. La palestra diventa un «compromesso sicuro e validato»: va bene a mamma e papà, va bene agli amici, è un posto fuori casa che non fa scattare l'ansia di nessuno. In pratica abbiamo tolto ai ragazzi il cortile e gli abbiamo venduto in cambio un abbonamento mensile con tornello. Geniale.

E qui arriva il secondo problema. I personal trainer sentiti dal Post dicono che una volta la palestra serviva per migliorare in un altro sport; oggi l'obiettivo è quasi solo estetico. Diventare grossi. Scolpiti. Fotografabili. E siccome un personal trainer costa, molti ragazzi si allenano copiando video sui social o facendosi scrivere la scheda dall'intelligenza artificiale. ChatGPT come preparatore atletico: cosa potrebbe mai andare storto con un sedicenne ancora in crescita.

#gymtok, vigoressia e looksmaxxing

Su TikTok l'hashtag #gymtok è un universo parallelo fatto di diete «rigorosissime», addominali in controluce e video girati col telefono appoggiato alla panca. Un fenomeno così invadente che le palestre hanno dovuto inventarsi regole e un nuovo galateo su chi filma chi.

Persone che si allenano in palestra
Gli smartphone hanno cambiato anche il galateo in palestra (foto via Il Post)

Il risultato, spiega Sara Iannattone, ricercatrice in psicologia clinica all'Università di Padova, è un confronto «immediato e continuo» con corpi perfetti che alimenta l'insoddisfazione. E se per decenni il tema dell'immagine corporea è stato raccontato quasi solo al femminile, ora cresce anche tra i maschi, in una forma specifica: la dismorfia muscolare, o vigoressia. Ti guardi allo specchio e ti vedi sempre troppo magro, anche quando non lo sei. Da lì: allenamenti compulsivi, diete iperproteiche, integratori e, nei casi peggiori, anabolizzanti.

Il tutto ha pure un nome da forum: looksmaxxing, l'arte di «massimizzare» il proprio aspetto con ogni mezzo. Nato negli angoli più bui di internet, ormai è arrivato nei feed di chiunque abbia meno di vent'anni.

Quindi?

Quindi la notizia non è che i ragazzi vanno in palestra. Quello è il sintomo, ed è perfino un sintomo sano. La notizia è che la palestra è diventata l'unica piazza rimasta: l'unico spazio pubblico, a pagamento, dove un adolescente può stare con gli altri senza che un adulto lo consideri un pericolo. E dentro quella piazza, il biglietto d'ingresso implicito è un corpo da mostrare.

Una generazione che misura lo sport in like e la socialità in serie da dodici ripetizioni. Non è colpa loro. È che gli abbiamo lasciato solo quello. E poi ci stupiamo se contano le proteine come i nonni contavano i soldi.


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