C'e' questa gara silenziosa che facciamo tutti e a cui nessuno si e' mai iscritto. Chiedi a qualcuno come va e la risposta non e' "bene", e' "un casino, non mi fermo un attimo". Detto con un mezzo sorriso. Come un vanto. Come se avere l'agenda piena fosse una qualita' morale e non semplicemente stanchezza.
E allora parte il derby. Tu hai dormito cinque ore? Io tre. Tu salti il pranzo? Io mangio in piedi da martedì. Vince chi e' piu' distrutto, chi ha meno tempo, chi risponde alle mail alle undici di sera con un certo orgoglio. Nessuno che dica "guarda, oggi non ho fatto niente e stavo benissimo". Quella sarebbe una sconfitta.
La parte divertente e' che non serve a niente. Nessuno ti da' un premio a fine anno per esserti sentito peggio degli altri. Non c'e' una classifica. Eppure continuiamo a giocare, a raccontarci quanto siamo pieni, quanto siamo indispensabili, quanto crolleremmo se ci fermassimo. Bugia, tra l'altro: se ti fermi non crolla niente. Gira lo stesso.
Poi certo, magari sei davvero sommerso. Capita. Ma la prossima volta che stai per dire "non ho un minuto" con quella punta di soddisfazione, fermati un secondo. Chi stai cercando di battere, di preciso.

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