Il carrello del supermercato è una macchina filosofica con quattro ruote storte. Lo prendi promettendo al mondo che lo riporterai al suo posto. Non firmi niente, non giuri sulla Costituzione, non compare un notaio dietro i surgelati. Metti solo un euro. Ed eccola lì: la civiltà occidentale, agganciata a una catenella.
Fa ridere, ma neanche troppo. Perché se togli quell’euro, metà dei carrelli finisce a pascolare nel parcheggio come bestiame urbano, uno contro una Panda, uno in mezzo alle strisce, uno misteriosamente a tre isolati di distanza. Non siamo cattivi. Siamo solo molto disponibili a diventare primitivi quando nessuno ci rimborsa.
La cosa deprimente è che funziona. Non l’educazione, non il senso civico, non la voce interiore che dice “dai, non fare schifo”. Funziona la piccola cauzione, il ricatto tascabile, la minaccia di perdere il prezzo di un caffè pessimo. Forse siamo brava gente. Forse siamo solo carrelli con una moneta dentro.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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