E niente, la bromance più cringe della geopolitica europea è ufficialmente finita. Donald Trump, in un'intervista al Corriere della Sera, ha demolito Giorgia Meloni con la grazia di un bulldozer: "Mi ha scioccato. Pensavo avesse coraggio. Mi sbagliavo."

Sì, avete letto bene. L'uomo che l'aveva definita "una grande leader" un mese fa ora la accusa di non avere spina dorsale. Motivo? Meloni ha osato fare due cose impensabili: difendere Papa Leone XIV dagli insulti di Trump e rifiutarsi di mettere a disposizione la base aerea siciliana per bombardare l'Iran. Praticamente ha detto "no" due volte e Trump è andato in cortocircuito.

Bandiere europee su un palazzo storico

La timeline del disastro è quasi comica:

  • Meloni va all'inaugurazione di Trump nel 2025 — unica leader europea a presentarsi
  • Trump le dice che è fantastica, la migliore, tremendous
  • Scoppia la guerra in Iran, Meloni inizia a prendere le distanze
  • Meloni blocca l'uso della base di Sigonella per operazioni in Iran
  • Trump attacca il Papa, Meloni dice "inaccettabile"
  • Trump: "È molto diversa da quello che pensavo"

Fondamentalmente, Trump funziona come un abbonamento Netflix: o sei d'accordo con tutto o ti cancella. Non esiste il piano "alleato critico".

Ma la parte più surreale? Trump ha detto che Meloni "non le importa se l'Iran ha l'arma nucleare e farebbe esplodere l'Italia in due minuti". Tipo, l'ha detto davvero. A un giornale italiano. Sulla premier italiana. Minacciando indirettamente il paese della premier che sta insultando.

Intanto in Italia è successo qualcosa di raro: tutti si sono schierati con Meloni. Destra, sinistra, centro — il ministro degli Esteri Tajani ha parlato di "lealtà e rispetto reciproco", mentre l'Italia ha pure sospeso l'accordo di cooperazione militare con Israele. Per dare l'idea del livello di rottura.

Il timing è devastante per Meloni: ha perso il referendum sulla riforma della giustizia, il suo alleato Orbán è stato cacciato dal potere in Ungheria, e ora pure Trump la scarica. Un mese che neanche in una stagione di House of Cards.

La morale? Nella geopolitica trumpiana, la fedeltà è a senso unico. Puoi andare alla sua inaugurazione, fargli i complimenti, sorridere per le foto — ma al primo "no" diventi il nemico. E Meloni, che aveva scommesso tutto sull'amicizia con Washington, si ritrova scaricata via intervista al Corriere. Che eleganza.