Ok, facciamo il punto: Donald Trump ha deciso che il suo prossimo avversario politico è letteralmente il Papa. Sì, avete letto bene. Non un senatore dell'opposizione, non un giornalista scomodo, ma il capo della Chiesa cattolica con 1,4 miliardi di fedeli nel mondo. Scelta strategica impeccabile, come sempre.

Domenica sera, in un post su Truth Social (la piattaforma che nessuno usa ma tutti citano), Trump ha scritto che Papa Leone XIV è "WEAK on Crime, and terrible for Foreign Policy". Il tutto in maiuscolo, perché quando urli su internet i tuoi argomenti diventano automaticamente più validi.

Piazza San Pietro, Vaticano

Ma perché tutto questo drama?

Il contesto è la guerra USA-Iran, che sta andando esattamente come vi aspettereste. Dopo il fallimento dei negoziati del weekend — con gli USA che ora minacciano un blocco navale dei porti iraniani — Papa Leone ha intensificato le sue critiche, parlando di "follia della guerra" e definendo la minaccia di Trump di distruggere la civiltà iraniana "veramente inaccettabile".

Leone XIV, primo papa americano della storia (originario di Chicago, per la cronaca), non è esattamente il tipo che sta zitto. La Domenica delle Palme aveva già detto che Dio rifiuta le preghiere dei leader che hanno "le mani piene di sangue". Sottile come un TIR in autostrada, ma efficace.

La reazione? Prevedibilmente apocalittica

I cattolici americani non l'hanno presa benissimo. L'arcivescovo Paul Coakley, presidente della Conferenza dei Vescovi USA, si è detto "scoraggiato" dalle parole di Trump, ricordando che "il Papa non è un rivale politico, è il Vicario di Cristo".

Ma la chicca vera l'ha detta Massimo Faggioli, esperto di papato: "Nemmeno Hitler o Mussolini hanno attaccato il papa così direttamente e pubblicamente". Ecco, quando i paragoni con i dittatori del Novecento arrivano dagli accademici e non da Twitter, forse è il caso di fare un passo indietro.

Il tempismo perfetto

Trump ha anche suggerito che Leone sia stato eletto papa solo "perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald J. Trump". Perché ovviamente il Conclave del Vaticano, istituzione che esiste da secoli, prende le sue decisioni in base a cosa pensa il tizio alla Casa Bianca.

Nel frattempo, il Papa parte lunedì per un tour di 10 giorni in quattro paesi africani. Probabilmente felicissimo di mettere un oceano di mezzo tra sé e i post su Truth Social.

La vera domanda è: quanto ci metterà Trump a dichiarare il Vaticano una minaccia per la sicurezza nazionale? Accettiamo scommesse.