Ci sono porte che sembrano fatte apposta per farti sentire stupido. Tu arrivi sicuro, adulto, magari pure con una cartella in mano, e spingi. La porta resta lì. Immobile. Educata ma ferma. Allora tiri. E lei si apre subito, con quella calma disgustosa degli oggetti che hanno sempre saputo la risposta.
La cosa bella è che nessuno dovrebbe giudicarti, perché è una porta, non un esame di neurochirurgia. Però lo fanno. Anche se non dicono niente. Quel mezzo secondo in cui la maniglia resiste diventa una piccola udienza pubblica: il tuo corpo contro l’arredamento, l’arredamento vince per cavillo tecnico.
Forse ci infastidisce perché rivela quanto poco controllo abbiamo sulle cose automatiche. Passiamo la giornata a fingere competenza, poi basta un adesivo “tirare” messo troppo in basso per smontare tutta la scenografia. E alla fine entriamo lo stesso. Un po’ più umili. Un po’ più contrariati. Con la porta che, ovviamente, non si scusa.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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