Raga, preparatevi perché questa storia è roba da serie Netflix true crime, solo che al posto degli umani ci sono gli scimpanzé. E no, non sto esagerando.
Per vent'anni i ricercatori hanno osservato il gruppo Ngogo nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda — la comunità di scimpanzé selvatici più grande mai documentata, con un picco di circa 200 membri. Tutto tranquillo: frutta, foglie, grooming reciproco, vita da primati chill. Poi nel 2018 è successo il finimondo.
Il gruppo si è spaccato in due fazioni. E una delle due ha iniziato una campagna sistematica di violenza contro l'altra. Non scaramucce occasionali, eh. Parliamo di 28 morti — maschi adulti e neonati presi di mira con attacchi coordinati.
"Mordono, picchiano con le mani, trascinano, calciano — per lo più maschi adulti, ma a volte anche le femmine partecipano agli attacchi," racconta Aaron Sandel, primatologo dell'Università del Texas e autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Science. Tipo, immaginate il vostro gruppo di amici del liceo che un giorno decide di dividersi e inizia una guerra civile. Ecco.
La cosa che ha fatto impazzire gli scienziati è che questo è il primo caso chiaramente documentato di un gruppo di scimpanzé selvatici che si divide in due fazioni con una che attacca sistematicamente l'altra. Sapevamo già che gli scimpanzé sono capaci di violenza estrema — attaccano e uccidono membri di gruppi rivali. Ma che lo facciano contro quelli che fino a ieri erano i loro compagni? Quello è nuovo.
E qui viene la parte che ti fa pensare: questa dinamica ricorda inquietantemente le guerre civili umane. Vicini che diventano nemici, amici che si trasformano in bersagli. I ricercatori stessi lo ammettono — il parallelo è impossibile da ignorare.
Il gruppo Ngogo era insolitamente grande per gli standard degli scimpanzé (la media è circa 50 individui). Alcuni scienziati ipotizzano che le dimensioni eccessive del gruppo abbiano creato tensioni insostenibili — troppi maschi dominanti, troppa competizione per le risorse, troppi ego in un solo territorio. Vi ricorda qualcosa? Tipo, non so, qualsiasi ufficio open space.
Il messaggio inquietante? La violenza organizzata non è un'esclusiva umana. Ce la portiamo dietro da milioni di anni di evoluzione, condivisa con i nostri cugini più prossimi. Il che, se ci pensate, rende tutte le nostre guerre ancora più deprimenti — non siamo neanche originali.
Lo studio, pubblicato su Science il 9 aprile 2026, continuerà a seguire le due fazioni. Perché sì, la guerra degli scimpanzé non è ancora finita. Sei anni e contano.

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