Il carrello del supermercato con una ruota storta è una forma minore di interrogatorio. Tu entri convinto di essere una persona adulta, una persona con una lista, un budget, forse addirittura una strategia. Poi lui parte di lato. Non tanto da fermarsi. Abbastanza da umiliarti.
E tu correggi. Spingi, tiri, fai quella micro-coreografia da essere umano che cerca di convincere un oggetto a collaborare. Nel frattempo passi davanti agli scaffali fingendo normalità, come se non stessi lottando con un piccolo animale cromato che ha deciso di avere opinioni politiche sul tuo percorso.
La cosa bella, cioè orrenda, è che nessuno lo cambia. Lo rimettiamo a posto con gli altri. Lo lasciamo lì per il prossimo. Una staffetta di fastidio civile. Forse è questo il patto sociale vero: non migliorare il mondo, solo spingerlo un po’ più avanti anche se tira a sinistra.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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