Se pensavi che il calcio italiano avesse già toccato il fondo, ti sbagliavi di grosso. Oggi il fondo ha bussato — letteralmente — e la risposta è arrivata dal vetro della sala VAR di Lissone.
Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. La Procura di Milano, coordinata dal PM Maurizio Ascione, gli ha notificato tre capi d'imputazione che sembrano usciti da una sceneggiatura di Gomorra con tanto di fischietto al collo.
I tre colpi di Rocchi (secondo la Procura)
Le accuse non sono vaghe. Sono precise, circostanziate e imbarazzanti:
- Bologna-Inter (aprile 2025): avrebbe "combinato" la designazione dell'arbitro Colombo perché ritenuto gradito all'Inter. Non perché fosse il migliore. Perché era gradito.
- Coppa Italia Milan-Inter: avrebbe inserito Doveri in semifinala per impedirgli di arbitrare la finale. Strategia da scacchi, ma con le carte truccate.
- Udinese-Parma (marzo 2025): il pezzo forte. Video alla mano, Rocchi si sarebbe alzato dalla postazione e bussato ripetutamente sul vetro della sala VAR per indurre Paterna e Sozza a richiamare Maresca all'On Field Review. Il rigore arrivò. L'indipendenza della sala no.
Il vetro trasparente della stanza VAR non è lì per decorazione. È una barriera fisica contro le interferenze esterne. Rocchi, a quanto pare, l'ha interpretato come una porta a vetri da supermarket.
L'autosospensione da cinico manuale
Dopo l'avviso, Rocchi ha annunciato l'autosospensione immediata con una dichiarazione da manuale del cinismo: "Sono sicuro di aver agito sempre correttamente... da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima".
Più forte di prima. Più forte di prima. L'uomo indagato per frode sportiva si autosospende con la stessa energia di un influencer che fa pausa dai social "per me stesso" dopo uno scandalo. La fiducia nella magistratura è toccante, soprattutto quando il PM ha già il video del vetro bussato.
Anche Andrea Gervasoni, supervisore VAR, è indagato e si è autosospeso. E Daniele Paterna, l'addetto VAR che inizialmente era testimone, è stato iscritto nel registro per falsa testimonianza dopo che il video ha smentito la sua versione. È un domino di cartone.
Il sistema che si guarda allo specchio
La cosa più grave non è nemmeno Rocchi. È come è stata gestita la denuncia. Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, aveva già segnalato tutto nel maggio 2025. L'AIA ha mandato ispettori federali a Lissone, introdotto relazioni obbligatorie puntuali... e poi archiviato il caso in sede sportiva. Ora la Procura penale ha riaperto tutto.
Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha postato su X con un'acidità rara per un politico: "L'aspetto più grave è il modo in cui la denuncia è stata gestita all'interno del sistema calcistico". Tradotto: qualcuno sapeva, qualcuno ha coperto, e adesso il calcio italiano rischia di rivivere il 2006.
La Procura FIGC ha già chiesto gli atti a Milano. La Procura Generale dello Sport vuole una relazione immediata. Il Comitato Nazionale AIA si riunisce per decidere chi sostituirà Rocchi nelle prossime giornate. E intanto, le partite continuano.
Chissà chi designa i designatori.
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