Alle 4 del mattino di venerdì 10 aprile, qualcuno ha lanciato una Molotov contro la casa di Sam Altman a San Francisco. L'ordigno incendiario ha dato fuoco a un cancello esterno. Nessuno è rimasto ferito, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: la guerra contro l'AI non è più solo digitale.
Il sospetto — un ventenne — è stato arrestato nel giro di un'ora. Non contento della Molotov, si è presentato alla sede di OpenAI minacciando di bruciare tutto. La polizia di San Francisco lo ha identificato grazie alle telecamere e lo ha fermato all'istante. OpenAI ha confermato: la casa è di Altman, le minacce erano contro la loro sede, e stanno assistendo le indagini.
Non è un episodio isolato. È l'escalation logica e prevedibile di un clima che si è covato per mesi. Il mese scorso, un tribunale federale di Los Angeles ha dichiarato Meta e Google colpevoli di aver progettato piattaforme dannose per i giovani. Il Massachusetts ha appena vinto la sua battaglia in Corte Suprema contro Meta per la dipendenza dei minori. Un sondaggio NBC News ha rilevato che l'AI è meno popolare dell'Immigration and Customs Enforcement. Ripeto: meno popolare di un'agenzia che separa le famiglie alla frontiera.
E ora qualcuno è passato dal virtuale al fisico. Dalle furie online alle Molotov reali. Dalle petizioni alle fiamme davanti a una porta.
Il tempismo è significativo. L'attacco arriva poche ore dopo un'indagine approfondita del New Yorker su Altman — un pezzo che ha acceso dibattiti su chi controlla davvero il futuro dell'AI. E nel frattempo, OpenAI ha appena firmato un accordo con il governo USA per l'uso della sua tecnologia in operazioni militari classificate, dopo la controversia tra Anthropic e il Pentagono di cui abbiamo scritto.
In altre parole: l'azienda che vuole plasmare il destino dell'umanità non riesce a proteggere la casa del proprio CEO. La frattura tra il potere che queste aziende rivendicano e la vulnerabilità reale delle persone che le guidano è sbalorditiva.
Sam Altman — già licenziato e riassunto nel 2023 per "non essere stato costantemente sincero" con il suo consiglio — è il volto di un'industria che promette di salvare il mondo mentre respira nel suo data center. E adesso anche il suo cancello brucia.
La domanda non è se succederà di nuovo. La domanda è quale CEO sarà il prossimo. Perché se un sondaggio dice che l'AI è meno popolare dell'ICE, e qualcuno è già passato alle Molotov, il prossimo passaggio non è un altro articolo su un giornale. È qualcun altro con un accendino e un motivo.
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