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Cronaca

La «tromba d'aria» di Marsala era un tornado

Una doppia tromba marina si abbatte su Marsala e Petrosino: scuola rasa al suolo, 11 feriti, 273 bambini salvi per miracolo. E no, non è un evento così eccezionale.

Diciamocelo: in Italia abbiamo un talento speciale per i nomi rassicuranti. Il terremoto diventa «sciame», la crisi diventa «congiuntura», e il tornado diventa «tromba d'aria», che suona come uno strumento della banda del paese o una cosa che al massimo ti scompiglia il bucato steso. Poi venerdì 9 ottobre, a Marsala, la tromba d'aria ha preso in pieno una scuola elementare con dentro 273 bambini. E il vocabolario rassicurante è finito lì.

Ricapitoliamo. In mattinata, davanti al porto di Marsala, in provincia di Trapani, sotto un'unica cella temporalesca si sono formate due trombe marine contemporaneamente. Una coppia di vortici, a poche centinaia di metri dalla costa, che i passanti hanno fatto in tempo a riprendere col telefono prima di capire che conveniva correre. Poi almeno uno dei due è arrivato a terra e ha tirato dritto verso la zona sud di Marsala e Petrosino, ribaltando auto, scoperchiando case e lasciando dietro di sé un paesaggio che la sindaca Andreana Patti ha descritto con le uniche parole che le venivano: «Uno scenario di guerra».

Macerie di un edificio distrutto a Marsala dopo il passaggio del tornado, con un'auto sepolta dai detriti
Quello che resta di un edificio nella zona sud di Marsala (foto LaPresse)

La scuola, i bambini, il cane

L'immagine simbolo è la scuola «Alcide De Gasperi», plesso di contrada Terrenove. Il preside l'ha definita, senza giri di parole, «totalmente distrutta». Dentro c'erano 273 bambini, che il personale è riuscito a mettere in salvo tutti. Qualcuno è finito al pronto soccorso con tagli ed escoriazioni, gli insegnanti hanno «subito un trauma», come ha detto la sindaca, ma nessun bambino è in gravi condizioni. Che, considerando le foto, rientra a pieno titolo nella categoria «miracolo statistico».

Il bilancio provvisorio, secondo LaPresse, è di 11 feriti: nove medicati all'ospedale di Marsala (sei bambini e tre adulti) e due trasferiti a Mazara del Vallo, tra cui un uomo di 70 anni arrivato in codice rosso con diverse fratture e finito in sala operatoria. A Petrosino un'auto con due persone a bordo è stata sollevata e scaraventata fuori strada, in un burrone: i due occupanti sono i feriti più gravi di tutta la giornata. I due operai del centro comunale di raccolta rifiuti di Petrosino, investito in pieno e dati per dispersi per qualche ora, sono stati ritrovati in buone condizioni. Morti, per fortuna, nessuno.

E poi c'è la storia che su Instagram ha fatto più giri del tornado stesso: in contrada Terrenove i vigili del fuoco hanno estratto vivo dalle macerie di una casa un cucciolo di pastore tedesco, riconsegnato alla proprietaria. Se cercavate l'unico momento della settimana in cui internet è stato d'accordo su qualcosa, eccolo.

A sinistra il vortice che avanza tra le case di Marsala, a destra i vigili del fuoco con il cucciolo salvato dalle macerie
Il vortice in arrivo e, a destra, il cucciolo estratto dalle macerie dai vigili del fuoco (foto Adnkronos / Vigili del Fuoco)

Tromba marina, tromba d'aria o tornado? Spoiler: è un tornado

Qui arriva il momento divulgativo, perché i nomi contano. Una tromba marina è un vortice che scende da una nube temporalesca e ruota sopra il mare. Quando tocca terra si chiama tromba d'aria, che però, come ricordano sia MeteoGiornale che Gazzetta del Sud, è semplicemente la parola italiana per tornado. Stesso fenomeno, cambia solo il pavimento. E no, non era nemmeno un Medicane, il ciclone mediterraneo simil-tropicale che ormai si tira fuori ogni volta che piove forte: quello è un sistema largo centinaia di chilometri e dura giorni, un tornado è largo qualche centinaio di metri e dura minuti. Pochi minuti in cui però fa quello che avete visto.

Quanto era forte? La classificazione è ancora preliminare e i meteorologi stanno litigando con garbo: il Centro Meteorologico Siciliano parla di danni compatibili con un F2-F3 della scala Fujita (venti stimati tra 181 e 332 km/h), MeteoWeb si spinge fino a un probabile F4. Edoardo Ferrara di 3Bmeteo lo ha definito «uno degli eventi più violenti degli ultimi decenni». Servono i sopralluoghi per il verdetto, ma per chi abitava in quelle case la differenza tra F2 e F4 è soprattutto accademica.

«Evento eccezionale». Come l'anno scorso. E quello prima

La parte che dovrebbe farci smettere di stupirci è questa: ottobre è il mese di picco dei tornado in Sicilia. Lo spiegano a Gazzetta del Sud Mario Marcello Miglietta e Roberto Ingrosso del CNR-ISAC: in autunno arriva aria più fresca in quota sopra un Mediterraneo ancora caldo, e quella differenza è benzina per temporali violenti capaci di partorire vortici che poi raggiungono la costa. Testuale: «Non si tratta di eventi rari quanto si potrebbe pensare».

La Sicilia ha un curriculum lungo: il tornado di Catania del 1884 fece 30 morti ed è tra i dieci più letali della storia europea; a Marsala, a metà Ottocento, una tempesta con vortici fece centinaia di vittime (quanto per colpa del tornado e quanto del resto è ancora discusso); più di recente Modica nel 2011 e Pantelleria nel 2021, con una vittima. Insomma, non è un film catastrofico americano finito per sbaglio in provincia di Trapani. È casa nostra, da sempre.

Quello che cambia è il carburante. Secondo i dati del Copernicus Marine Service citati da MeteoGiornale, l'estate 2026 è stata la più calda mai registrata per la superficie del Mediterraneo. I ricercatori sono prudenti, e fanno bene: un singolo tornado non si può attribuire direttamente al cambiamento climatico senza studi specifici. Ma un mare più caldo dà più energia e umidità ai temporali, e i temporali più carichi sono quelli che fanno questi scherzi. Il meteorologo Giuliacci l'ha messa giù in modo ancora più diretto: al Sud le trombe marine «non saranno più un'eccezione». Aggiungeteci che, secondo il CNR, i segnali a grande scala quel giorno non erano particolarmente forti, cioè l'evento era difficilissimo da prevedere, e avete il quadro completo: fenomeni più energici, preavviso quasi nullo.

E adesso, il solito copione

Il Comune di Marsala ha chiesto al governo lo stato di calamità, con case «completamente divelte e assolutamente inagibili», serre distrutte ed edifici pubblici danneggiati. Il capo della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, ha parlato di «effetto devastante». Ora parte la mappatura casa per casa, poi arriveranno le stime dei danni, i sopralluoghi istituzionali, le promesse di fondi rapidi e, con un po' di fortuna, i fondi veri prima del prossimo ottobre. Lo stesso giorno, tra l'altro, il maltempo ha fatto danni in mezza Italia, dal Salento a Napoli fino a Lipari: giusto per ricordarci che l'autunno italiano non è più una stagione, è un genere cinematografico. Un po' come la cenere dell'Etna che qualche settimana fa ha lasciato Catania a terra: in Sicilia la natura non manda notifiche push, si presenta direttamente.

La morale, se proprio ne vogliamo una: possiamo continuare a chiamarle «trombe d'aria» e a definirle «eventi eccezionali» ogni volta. Oppure possiamo prendere atto che i tornado in Italia esistono, sono stagionali e si stanno nutrendo di un mare sempre più caldo, e iniziare a costruire scuole, allerte e piani di emergenza di conseguenza. A Marsala 273 bambini sono usciti vivi da una scuola rasa al suolo. Non è il caso di contare sul fatto che vada sempre così.


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