Diciamocelo: c'è qualcosa di profondamente siciliano nell'idea che una montagna alta 3.300 metri possa, semplicemente sbuffando, mandare in tilt gli aerei di mezza Europa. Non uno sciopero, non un guasto, non l'ennesima app della compagnia low cost che va in crash. Una montagna. Che respira. E migliaia di persone restano a terra a guardare il tabellone come si guarda un ex che non risponde.
Da sabato 26 settembre l'Etna ha ripreso a eruttare dal cratere di Nord-Est, sputando una colonna di cenere alta circa 4 chilometri. L'osservatorio vulcanologico ha alzato l'allerta aviazione al livello rosso, il massimo. Traduzione per non addetti ai lavori: nel cielo di Catania non vola più niente.

Tre giorni a terra, e il conto sale
L'aeroporto di Catania-Fontanarossa è rimasto chiuso per il terzo giorno consecutivo. Non un ritardo, non un "lieve disagio": chiuso. Il centro di coordinamento ha prima ridotto gli atterraggi da 10 a 4 all'ora, poi ha staccato la spina del tutto. Risultato: circa 91 voli cancellati, migliaia di passeggeri bloccati, aerei dirottati su Palermo, Trapani e Comiso — che a loro volta sono andati in congestione, perché ovviamente nessuno aveva previsto di ospitare mezza Sicilia in una volta.

E qui arriva la parte che ci rende un Paese meraviglioso. Mentre la gente cercava disperatamente un modo per tornare a casa, i prezzi di alcuni biglietti alternativi sono schizzati alle stelle. Acli Terra ha denunciato rincari anomali, con casi limite tipo una tratta Verona-Palermo a circa 1.180 euro. Perché la vera eruzione, in Italia, non è mai quella del vulcano: è quella del listino prezzi. I sindacati hanno parlato senza giri di parole di "caos totale", ricordando che un'emergenza naturale non dovrebbe trasformarsi in un danno economico per chi la subisce. Nobile principio. Puntualmente ignorato.
Ah, e poi è arrivato pure il temporale
Perché quando il copione decide di infierire, non si accontenta. Sopra la cenere ci ha pensato anche un violento temporale ad allagare alcune zone di Catania, giusto per completare l'opera. Fuoco dall'alto, acqua dai lati: un pacchetto full optional dell'apocalisse a chilometro zero. Nel frattempo, per tamponare, sono stati potenziati i treni regionali — la soluzione più italiana di tutte: quando il futuro si rompe, si torna alla ferrovia dell'Ottocento e si spera bene.
Il punto è che l'Etna non è una notizia
Sia chiaro: l'Etna è il vulcano più attivo d'Europa, e questa storia si ripete con la puntualità di un abbonamento. Fa così da sempre, e ogni volta fa notizia come se fosse la prima. La verità un po' cinica è che a Catania hanno imparato a convivere con una divinità di roccia che ogni tanto decide chi parte e chi resta — mentre il resto del sistema, aeroporti e tariffe compresi, continua a farsi trovare impreparato come lo studente che "tanto tra tre giorni gli passa".
Perché alla fine è questo il paradosso: sappiamo mandare telescopi a 63 anni luce e leggere le aurore di pianeti lontani, ma davanti a un pennacchio di cenere su una città italiana ci ritroviamo ancora a rincorrere un treno sostitutivo e a controllare ossessivamente se il volo delle 6:40 esiste ancora. L'Etna, intanto, non deve rispondere a nessuno. E questa, forse, è l'unica cosa che le invidiamo.
Fonti:
- Euronews — Etna erupts again: chaos at Catania airport
- US News / Reuters — Volcanic ash halts Catania airport for third day
- Al Jazeera — Mount Etna ash suspends arrivals at Catania
- Sky TG24 — Etna, prorogata la sospensione dei voli a Catania
- Fanpage — Aeroporto di Catania chiuso per cenere vulcanica
- Aeroporto di Catania — Aggiornamento eruzione Etna

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