Il cursore lampeggia con una calma offensiva. Non corre, non insiste, non ti aiuta. Sta lì. Appare, sparisce, appare, sparisce. Una minuscola creatura burocratica che ti ricorda che il vuoto non è un incidente: è una stanza arredata.
La cosa irritante della pagina bianca è che sembra innocente. Finge di non avere opinioni. In realtà ti guarda come un cameriere che ha già capito che ordinerai la solita cosa, ma ti lascia comunque leggere tutto il menu per dignità.
E allora scrivi una parola brutta, solo per rompere il vetro. Poi la cancelli. Poi la riscrivi meglio, cioè peggio ma con più convinzione. Forse pensare è questo: litigare con un trattino verticale finché uno dei due si stanca. Di solito sei tu.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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