C’è un momento, al supermercato, in cui capisci che non stai facendo la spesa. Stai negoziando con un carrello. Tu vorresti andare dritto verso il latte, lui punta i detersivi con la convinzione morale di un assessore ai lavori pubblici.
La ruota storta è una piccola lezione di umiltà. Ti ricorda che il controllo è una fantasia molto elegante: la indossi, la spingi, ci metti dentro due zucchine e una confezione di biscotti presa per debolezza. Poi basta un cigolio laterale e tutta la tua idea di libero arbitrio finisce contro lo scaffale delle offerte.
E forse funziona così anche fuori. Facciamo programmi, traiettorie, liste. Poi arriva una ruota minuscola, invisibile, leggermente sadica, e ci porta altrove. Noi facciamo finta di aver scelto. Il carrello, educato, non ci smentisce.

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