Proprio quando pensavi che le crypto fossero roba da nerd ribelli e libertari anti-sistema, ecco che Goldman Sachs si presenta alla festa con il suo primo ETF su Bitcoin. Sì, avete capito bene: la banca più establishment del pianeta vuole vendervi Bitcoin impacchettato in un bel prodotto finanziario da consulente patrimoniale.
Il colosso di Wall Street ha depositato martedì la documentazione presso la SEC per lanciare un ETF che non si limita a esporvi al prezzo di Bitcoin, ma promette anche di generare reddito tramite operazioni su opzioni. In pratica, vi danno la volatilità delle crypto con l'illusione della cedola. Geniale o disperato? Probabilmente entrambi.
Il tempismo è quantomeno discutibile. Bitcoin ha perso quasi il 15% dall'inizio dell'anno, viaggia intorno ai 74.591 dollari ed è crollato del 40% rispetto al suo massimo storico di 126.223 dollari toccato in ottobre. Non esattamente il momento ideale per lanciare un prodotto crypto, ma quando mai Wall Street si è fatta fermare dai dettagli?
La mossa arriva pochi giorni dopo che Morgan Stanley ha lanciato il suo spot Bitcoin ETF, il Morgan Stanley Bitcoin Trust. Perché ovviamente quando una banca d'investimento fa una cosa, l'altra deve copiarla immediatamente. È tipo il peer pressure del liceo, ma con miliardi di dollari.
Gli analisti di Morningstar non sono esattamente entusiasti. Bryan Armour ha messo in guardia: "L'aggiunta di reddito da opzioni può essere carina, ma sarà una vendita difficile, considerata la volatilità e il fatto che il prodotto lascia comunque gli investitori esposti al ribasso". Tradotto: vi vendono un ombrello con i buchi durante un uragano.
Goldman ha completato da poco l'acquisizione da 2 miliardi di dollari di Innovator Capital Management, pioniere negli ETF basati su opzioni. Quindi l'infrastruttura c'è, la competenza c'è, manca solo un mercato che non faccia piangere. L'ETF potrebbe debuttare a fine giugno — giusto in tempo per rovinarvi le vacanze estive.
Nel frattempo, gli ETF crypto esistenti che usano strategie simili (come il Grayscale Bitcoin Covered Call ETF e il Global X Bitcoin Covered Call ETF) hanno registrato deflussi netti negli ultimi tre mesi. Ma hey, Goldman Sachs è Goldman Sachs — se qualcuno può vendere ghiaccio agli eschimesi, sono loro.
Il messaggio è chiaro: le crypto non sono più la frontiera selvaggia della finanza. Sono diventate l'ennesimo prodotto da scaffale per gestori patrimoniali in cerca di commissioni. Benvenuti nel futuro della decentralizzazione, gestito dalle banche più centralizzate del mondo. L'ironia si scrive da sola.
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