Diciamocelo: negli ultimi anni l'unico modo in cui il Sole "spariva" era dietro un banco di smog o dentro un meme sul caldo record. Il 12 agosto 2026, invece, il Sole sparisce davvero — per finta, ma davvero — e non da mezzo secolo l'Europa aveva un appuntamento del genere. Una eclissi solare totale attraversa il continente per la prima volta dal 1999: ventisette anni di attesa, due minuti e diciotto secondi di spettacolo. Il rapporto costi-benefici più sbilanciato dai tempi del tuo abbonamento in palestra.
La brutta notizia, mettiamola subito sul tavolo: la totalità — quella vera, con il cerchio nero, la corona che sbuca e i brividi esistenziali — in Italia non la vedi. Punto. La fascia dove il disco solare viene coperto al 100% passa da tutt'altra parte.

Dove va a nascondersi il Sole
La fascia di totalità parte dall'Artico russo, taglia la Groenlandia, sfiora l'Islanda occidentale, gratta l'angolo nord-est del Portogallo e infine si distende sul nord della Spagna, poco prima del tramonto. Per gli spagnoli è roba da libri di storia: l'ultima eclissi totale sulla Spagna continentale risale al 1905. Roba che l'ha vista tua trisnonna, forse.
Il picco della totalità dura 2 minuti e 18 secondi: il tempo di un reel, se non fosse che qui non c'è da scrollare niente, solo da alzare la testa. E gli scienziati sono in fibrillazione: l'INAF porta in Spagna il prototipo di un nuovo spettrografo per studiare la corona solare, mentre un altro team darà la caccia ai vulcanoidi, ipotetici asteroidi nascosti tra il Sole e Mercurio che si possono cercare solo quando la nostra stella smette di accecare tutto.
E noi italiani? Col naso all'insù, ma a metà
Consolazione: l'eclissi parziale in Italia si vede eccome, e in certe zone il morso al Sole è da record. Le regioni più fortunate sono quelle di Nord-Ovest — Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia — e la Sardegna nord-occidentale, dove il disco solare viene oscurato per oltre il 90%. A Ventimiglia si sfiora il 96%, e nell'area del Parco dell'Asinara si arriva al 98%: il valore più alto d'Italia. Scendendo verso il Centro-Sud, invece, il boccone si fa timido e resta poco più di un terzo di disco.

Segnati l'orario, perché qui il timing è tutto: il fenomeno inizia intorno alle 19:30, tocca il massimo verso le 20:20 — con il Sole ormai basso, quasi al tramonto — e la fase finale resta visibile solo dal Nord Italia, perché altrove il Sole se ne sarà già andato a dormire. Traduzione: cercati un punto con l'orizzonte a ovest libero, non il balcone incastrato tra due palazzi.
La parte noiosa ma seria: gli occhi
Qui zero ironia. Guardare il Sole a occhio nudo, anche con il 98% coperto, è il modo più veloce per friggersi la retina in modo permanente. Servono occhiali certificati ISO 12312-2 — non gli occhiali da sole, non il vetro affumicato, non il CD graffiato del 2004. In alternativa, il vecchio proiettore stenopeico (un forellino in un cartoncino) o la fotocamera dello smartphone con filtro solare. La regola "si può guardare senza protezione" vale solo durante la totalità, che — ripetiamo — in Italia non c'è. Quindi occhiali sempre.
Chi vuole la totalità vera ha due opzioni: prenotare un volo per la Spagna o per l'Islanda, oppure aspettare con pazienza. Buona notizia per gli aspiranti cacciatori d'eclissi: la Spagna è entrata in una tripletta di eclissi tra il 2026 e il 2028. Per l'Italia, invece, la prossima totale è una faccenda da mettere in agenda con parecchio anticipo. Nel frattempo, il 12 agosto, alza la testa dallo schermo: per una volta lo spettacolo è là fuori, non nel feed.
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