Mentre voi eravate impegnati a scrollare TikTok e a litigare nei commenti su chi cucina meglio la carbonara, quattro esseri umani hanno fatto il giro della Luna. Sì, tipo Apollo 13, ma stavolta tutto è andato liscio — anzi, meglio.
La missione Artemis II della NASA si è conclusa venerdì con un ammaraggio perfetto nel Pacifico, al largo della California. La capsula Integrity è scesa dolcemente tra le onde dopo un viaggio che ha battuto ogni record: questi quattro astronauti sono andati più lontano di qualsiasi essere umano nella storia. Più di Armstrong, più di Lovell, più di chiunque. E per la prima volta, tra l'equipaggio c'erano una donna, un astronauta nero e un canadese a volare così vicino alla Luna.
Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen sono rientrati a Houston sabato tra ovazioni da stadio. L'amministratore NASA Jared Isaacman — sì, quello che prima andava nello spazio con SpaceX per hobby — ha detto: "Per tutti quelli che alzano gli occhi e sognano, l'attesa è finita". E non è retorica: il fatto che nel 2026 quattro persone abbiano sorvolato il lato nascosto della Luna, visto un'eclissi solare dalla Luna stessa, e siano tornate vive, è roba da film di Nolan. Solo che è reale.
E adesso? Beh, il programma non si ferma. La NASA ha già gli occhi puntati su Artemis III, che l'anno prossimo testerà l'aggancio della capsula Orion con un lander lunare in orbita terrestre. Elon Musk con la sua Starship e Jeff Bezos con Blue Moon si stanno facendo la guerra per chi fornirà il taxi per la superficie lunare. Il vero atterraggio — Artemis IV — è previsto per il 2028, con destinazione il polo sud lunare, dove si nascondono enormi riserve di ghiaccio in crateri perennemente in ombra. Ghiaccio che potrebbe diventare acqua, carburante, e la base per una colonia permanente.
Nel frattempo, la Russia ha rimandato tre missioni lunari — Interfax l'ha confermato con tempismo comico, proprio mentre gli americani festeggiavano. E la Cina, con il suo piano per un atterraggio con equipaggio entro il 2030, sta sicuramente prendendo appunti.
La cosa più bella? In un'America spaccata a metà su tutto, Artemis II ha messo d'accordo tutti. Reuters titola che la missione ha "unificato americani politicamente divisi". Sì, serviva andare a 400.000 km dalla Terra per ricordarci che siamo sulla stessa barca — o capsula, in questo caso.
Benvenuti nell'era in cui tornare sulla Luna non è nostalgia, è il piano. E stavolta, ci restano.

Commenti
Lascia un commento
Caricamento commenti...