Hai presente quel momento? Quello in cui scorri verso il basso a velocità luce, superi quarantasei pagine di testo scritto da avvocati che probabilmente odiano il loro lavoro, e poi clicchi "Accetto" con la stessa sicurezza con cui ordini una pizza margherita. Zero esitazione. Nessun dubbio.
Potrebbe esserci scritto che cedi i diritti sul tuo primogenito. Che acconsenti a farti impiantare un chip sottocutaneo entro il 2027. Che la tua anima, in caso di inadempienza contrattuale, verrà trasferita a una società con sede nelle Isole Cayman. Non lo sapresti. Non lo saprai mai. Perché nessuno legge i termini e condizioni. Nessuno. Neanche gli avvocati. Neanche quelli che li scrivono, probabilmente.
La cosa bella è che lo facciamo tipo trenta volte al giorno. Ogni app aggiornata, ogni sito nuovo, ogni cookie banner — accetta, accetta, accetta. È il gesto più fiducioso che l'umanità compie quotidianamente, e lo facciamo con lo stesso livello di attenzione che riserviamo al contare i gradini delle scale. Cioè zero.
Se ci pensi, è il più grande atto di fede collettivo della storia moderna. Non la religione, non la democrazia, non le criptovalute. Il vero culto universale è quello del pulsante verde "Accetto". Miliardi di persone, ogni giorno, che firmano contratti senza leggerli. E poi ci lamentiamo se ci rubano i dati.

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