C'e' un genere di comunicato aziendale che ormai riconosci al primo respiro: quello che comincia parlando di "passione per i giocatori" e finisce con qualche migliaio di persone che svuotano la scrivania. Il 6 luglio Microsoft ne ha sfornato uno da manuale. Traduzione dal corporate all'italiano: Xbox licenzia 3.200 persone e si libera di mezza scuderia di studi.
La nuova CEO di Xbox, Asha Sharma, l'ha definito senza troppi giri di parole "il piu' significativo riassetto nella storia di Xbox". Che detto da una che siede al posto di comando da pochi mesi suona un po' come "benvenuta, ecco le chiavi, mi raccomando spegni le luci quando esci".

I numeri, che fanno male
I 3.200 tagli — circa il 20% della divisione gaming — sono spalmati sull'anno fiscale 2027: 1.600 subito, gli altri 1.600 alla spicciolata entro giugno 2027. Fanno parte di un giro piu' ampio da 4.800 licenziamenti in tutta Microsoft, cioe' il 2,1% della forza lavoro globale. In un'azienda che vale piu' del PIL di parecchi Stati, si intende.
La motivazione ufficiale e' la solita metrica che nessuno capisce ma che serve a far quadrare la diapositiva: i margini di Xbox sarebbero "da 3 a 10 volte piu' bassi" rispetto a business comparabili. Sharma l'ha messa anche in versione bar sport: "abbiamo perso 64 centesimi per ogni dollaro investito". In cinque anni Microsoft ha buttato circa 20 miliardi di dollari nel gaming mentre i ricavi calavano di quasi mezzo miliardo. Comprano Activision Blizzard per 69 miliardi e poi scoprono che il conto della luce non torna: geniale.
Gli studi messi sul mercatino
La parte che fa piu' male ai nerd non e' il foglio Excel, sono i nomi. Double Fine (quelli di Psychonauts) e Compulsion Games tornano indipendenti, tenendosi le loro IP — che tradotto vuol dire "arrangiatevi, ma con dignita'". Ninja Theory e Undead Labs passano invece a nuovi proprietari, con il compito di finire Senua e State of Decay 3. E Arkane Lyon resta appesa a una consultazione sotto la legge del lavoro francese, dopo che la gemella Arkane Austin era gia' stata chiusa nel 2024.

Nel frattempo i soldi che restano vanno dove il rischio e' zero: Minecraft e The Elder Scrolls. Perche' innovare costa e fa paura, mentre spremere due franchise che stampano soldi da vent'anni e' comodo. La creativita' e' un lusso, i cubetti no.
Non e' la prima volta (e non sara' l'ultima)
Il dettaglio piu' cinico e' che questo film l'abbiamo gia' visto. A luglio 2025 Microsoft aveva tagliato circa 9.100 posti; a gennaio 2024 altri 2.000; poi ancora a maggio e settembre. Un rituale estivo piu' puntuale delle ferie. Non a caso in questi anni sono partite ondate di sindacalizzazione tra i lavoratori di Double Fine, Bethesda, ZeniMax, id Software e del team di World of Warcraft: quando l'azienda ti tratta come una voce di costo, cominci a organizzarti come tale.
Ciliegina finale che nessun ufficio stampa avrebbe voluto: nella stessa settimana in cui firmava i licenziamenti, Sharma risultava assegnata a una task force della Federal Reserve chiamata — giuro — "Produttivita' e Lavoro". Il senso dell'umorismo dell'universo e' impagabile.
Morale della favola Gen Z: il gaming come business non e' malato, e' esattamente sano quanto lo vogliono gli azionisti. E quando il grafico dei margini non sale abbastanza in fretta, la variabile che si taglia per prima sei sempre tu.
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