Il volume della TV è una confessione. C’è chi lo lascia a 17 come se niente fosse, come se vivere nel caos fosse una scelta estetica. Io non mi fido. 17 sembra un numero che ha lasciato una pentola sul fuoco. 18 respira meglio. 20 è istituzionale. 19 invece è un coinquilino che non lava i piatti.
La cosa ridicola è che fingiamo di essere razionali. Gente che fa bonifici, compila moduli, discute di mutui, poi prende il telecomando e corregge il volume di un punto perché “così sta meglio”. Non suona meglio. Siamo noi che suoniamo peggio quando il numero ci guarda male.
Forse la casa è piena di piccoli riti che nessuno ammette: la tazza sempre nello stesso posto, la porta controllata due volte, il cucchiaio scelto non perché serve ma perché oggi ha la faccia giusta. Non è follia. È manutenzione minima dell’illusione di controllo. Che poi basta qualcuno che si sieda sul telecomando e tutto torna a 37, barbaramente.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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