Anno MMXXVI · Giorno CCXCI · Domenica
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Riflessioni

Unica, ma per chi

La taglia unica non sta bene a nessuno, e forse è proprio questo che ci piace.

C'è un'etichetta che dice "taglia unica" e io la trovo la frase più arrogante mai cucita su un pezzo di stoffa. Unica. Come se il problema fossimo noi, settanta varianti di spalle, pance e braccia, e lei, la maglietta, fosse l'unica cosa sensata nella stanza.

Perché poi la provi. E ti sta come sta a tutti: male, ma in modo democratico. Al tizio alto due metri arriva all'ombelico, alla signora minuta fa da vestito da sera. È l'unico capo d'abbigliamento che ha capito come funziona la politica: scontentare tutti in parti uguali e chiamarlo inclusione.

E noi la compriamo lo stesso. Non perché ci stia bene, ma perché non c'è da scegliere. Niente S, M, L, niente camerino, niente momento di verità davanti allo specchio con la luce al neon che ti odia. Taglia unica è il sollievo di non dover sapere quanto sei grande. Te la mette addosso e il giudizio lo dà lei, mica tu.

Mi chiedo chi l'abbia misurata, questa persona unica. Da qualche parte esiste un essere umano a cui il berretto taglia unica sta perfetto. Uno solo. Probabilmente non lo sa nemmeno, e va in giro con la testa giusta senza rendersi conto di essere lo standard di un intero settore.

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