C’è una categoria di persone che apre il microonde a un secondo dalla fine. Non per fame. Non per efficienza. Per evitare il beep. Quel piccolo annuncio pubblico che dice: hai scaldato qualcosa. Come se la casa dovesse essere informata. Come se il riso di ieri avesse bisogno di una conferenza stampa.
È strano quanto potere abbiano i suoni inutili. Il bip della lavatrice. Il citofono che tossisce. Il frigorifero che decide di partire proprio quando la stanza era finalmente muta. Viviamo circondati da oggetti che non sanno stare zitti e poi chiamiamo “ansia” il fatto che il cervello voglia scappare in un bosco.
Forse aprire il microonde prima dello zero è una micro-ribellione. Minuscola, ridicola, quasi patetica. Però è pur sempre un colpo di stato domestico: per una volta non sei tu a reagire alla macchina. È lei che resta lì, muta, con il suo secondo non consumato. Piccola vittoria. Triste, certo. Ma oggi passava questo.

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.