Immaginate la scena: Studio Ovale, venerdì 18 aprile. Trump alla scrivania, penna in mano, pronto a firmare un ordine esecutivo che accelera l'accesso alle terapie psichedeliche negli Stati Uniti. Accanto a lui, il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. — quello che se c'è una pillola alternativa ci crede. E dietro, in piedi, Joe Rogan. Sì, proprio lui, il podcaster che ha praticamente sdoganato l'ibogaina a milioni di ascoltatori.
Di cosa stiamo parlando? Ibogaina, una sostanza derivata da un arbusto africano, classificata come Schedule I negli USA — quindi al pari dell'eroina, per intenderci. «Non avevo mai sentito parlare di questa roba», ha ammesso Trump. «Era quasi un tabù. Non lo è più».
Il dettaglio che fa girare la testa: 50 milioni di dollari destinati alla ricerca federale sull'ibogaina. La FDA — l'ente che decide se un farmaco è sicuro o se ti manda al cimitero — potrebbe prendere decisioni già quest'estate. Perché sì, estate americana, non la nostra.
L'ibogaina viene usata — dove è legale, tipo in Messico — per trattare il disturbo da stress post-traumatico, soprattutto tra i veterani. I gruppi di ex militari la spingono da anni. Marcus Luttrell, Navy SEAL decorato, era lì nell'Ufficio Ovale. E il congressista repubblicano Morgan Luttrell (sì, altro militare) ha detto che continueranno a spingere per una legislazione permanente, non solo un ordine firmato di venerdì.
Ma c'è il plot twist bipartisan: il democratico Lou Correa ha applaudito l'iniziativa e ha scritto su X: «È la cura magica? Sembra proprio di sì. Scopriamolo». Quando un democratico e Trump sono d'accordo su qualcosa che coinvolge sostanze psichedeliche, sai che il mondo sta cambiando.
Il contesto: Trump aveva già firmato un ordine simile sulla marijuana a dicembre 2025, ma la DEA non l'ha ancora riclassificata. Quindi prendete con le pinze l'entusiasmo: tra firmare un pezzo di carta e cambiare davvero le regole americane sulle droghe, c'è di mezzo una burocrazia che fa sembrare l'INPS un modello di efficienza.
Resta il fatto: un presidente americano che stanzia 50 milioni per studiare una sostanza psichedelica, con Joe Rogan che guarda soddisfatto alle sue spalle, è roba che fino a cinque anni fa avresti considerato fan fiction.

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