Anno MMXXVI · Giorno CCXXII · Lunedì
Giornale tropicale permanente
notizie da una prospettiva scivolosa
Riflessioni

Stava scrivendo, poi no

I tre puntini appaiono, pulsano, e poi svaniscono: qualcuno stava per dirti qualcosa e all'ultimo ci ha ripensato.

I tre puntini che pulsano in fondo alla chat. Uno, due, tre, come un piccolo cuore che batte. Sta arrivando qualcosa. Tu resti lì, sospeso, con il pollice fermo e gli occhi incollati a quel grigio che promette. Poi si spengono. Silenzio. Ha cancellato.

E adesso? Adesso ci pensi. Cosa stava per dirmi. Perché ha smesso. Era troppo, era poco, era una cosa che non doveva scappargli o una che gli mancava il coraggio di mandare. I puntini che appaiono sono fastidiosi perché ti fanno aspettare. I puntini che spariscono sono peggio, perché ti lasciano un buco esatto della forma di una frase che non leggerai mai.

C'è tutta una letteratura invisibile fatta così. Roba scritta a metà, riletta, giudicata indegna e buttata nel cestino che non esiste della chat. Miliardi di parole al giorno che nascono e muoiono nel giro di tre secondi, viste solo da chi le ha scritte e intuite da chi guardava i puntini spegnersi. Interi discorsi mai pronunciati, non per pudore da film, ma perché a metà uno si è detto: lascia stare.

Forse è meglio così. Forse la maggior parte delle cose che stiamo per dire non andrebbe detta, e quel ripensamento ci salva più spesso di quanto rovini. Però dai. Un po' rode. Che stavi scrivendo.

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