Ci sono addii che uno immagina in grande stile: un ultimo gol al volo, magari una coppa alzata al cielo, i coriandoli, la telecamera che stringe sul volto commosso. E poi c'è la realta', che per Cristiano Ronaldo ha scelto la versione piu' crudele possibile: eliminato agli ottavi, a un passo dai supplementari, da un gol segnato al 91esimo minuto da un tizio entrato da mezz'ora. Benvenuti nell'ultimo ballo di CR7, che nessuno avrebbe sceneggiato cosi'.
Lunedi' sera ad Arlington, Texas, la Spagna ha battuto 1-0 il Portogallo negli ottavi di finale dei Mondiali 2026, volando ai quarti. Partita equilibrata, non esattamente spettacolo puro, decisa nel recupero da Mikel Merino — centrocampista subentrato — su assist di Ferran Torres, pure lui appena entrato. In pratica l'ha decisa la panchina di De la Fuente, che a volte e' il modo piu' elegante per dire "avevo ragione io".
Vent'anni, sei Mondiali, zero coppe del mondo
Il punto non e' solo il risultato. Il punto e' che questa e' stata, con ogni probabilita', l'ultima partita di Cristiano Ronaldo ai Mondiali. Vent'anni dopo la prima, sei edizioni, un record di 27 presenze nella storia del torneo. Ai prossimi, quelli del 2030, avra' 45 anni e ha gia' fatto sapere che non ci sara'. Fine della storia. E per uno che ha vinto praticamente tutto — Champions, Europeo, Palloni d'Oro a pacchi — resta l'unico buco mai riempito: la Coppa del Mondo non l'ha mai alzata.
In questa edizione CR7 aveva pure segnato tre gol — due all'Uzbekistan, uno alla Croazia — ma senza mai brillare davvero, riaccendendo il solito dibattito eterno: peso morto per il Portogallo o ultima riserva d'oro? Contro la Spagna la risposta e' arrivata dal campo, e non era quella che sperava. A fine partita, la scena piu' simbolica: lui, 41 anni, che si complimenta con Lamine Yamal, 18. Uno che ai Mondiali del 2006 di Ronaldo non era ancora nato.
"Ho dato tutto, la coscienza e' tranquilla"
Nel post-partita, niente drammi hollywoodiani: "Ho la coscienza tranquilla. Potevamo fare meglio, ma siamo stati eliminati da una squadra molto buona", ha detto Ronaldo, aggiungendo che in fondo "l'Europeo vale come un Mondiale" — che e' il modo educato per dirsi che qualcosa, in bacheca, c'e'. Sul banco degli imputati, invece, ci finisce l'allenatore Roberto Martinez, criticatissimo per aver sprecato una rosa piena di talento, soprattutto a centrocampo.
Dall'altra parte c'e' una Spagna che non fara' notizia per la spettacolarita', ma che i numeri li ha tutti: cinque partite e nemmeno un gol subito, primo posto nel possesso e nella noia altrui, e per la prima volta dal 2010 di nuovo ai quarti — quell'anno, poi, il Mondiale lo vinse. Ora nel tabellone c'e' il Belgio, che intanto ha travolto gli Stati Uniti 4-1. La finale e' fissata per il 19 luglio a New York.
Morale della favola: si puo' essere il giocatore piu' forte di una generazione, il piu' vincente, il piu' cliccato del pianeta, e comunque uscire da un Mondiale nel silenzio di uno spogliatoio, per colpa di un gol di Merino allo scadere. Il calcio, come la vita, non legge i curriculum. Legge il cronometro.
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