Diciamocelo: il volo diretto Australia-Italia è il sogno bagnato di ogni viaggiatore con la schiena a pezzi. Diciassette ore e passa senza scali, niente corse disperate a Dubai o Singapore, solo tu, il tuo cuscino a ferro di cavallo e un film che hai già visto tre volte. Cosa potrebbe andare storto? Semplice: che a bordo ci siano altri passeggeri non paganti. Piccoli, marroni, a sei zampe. E affamati.
È successo davvero. Qantas, la compagnia di bandiera australiana, ha dovuto lasciare a terra a Fiumicino un Boeing 787 Dreamliner e cancellare il volo QF6 Roma-Perth per un motivo che sembra uscito da una recensione da una stella di un ostello di Berlino: le cimici dei letti.
Antistaminici finiti, prurito no
Ricostruiamo. Il 9 ottobre il volo QF5 parte da Perth diretto a Roma. A un certo punto, durante il viaggio, alcuni passeggeri cominciano a lamentarsi: qualcosa li sta mordendo. Secondo il Sydney Morning Herald, che ha dato la notizia per primo, su indicazione medica sono stati distribuiti antistaminici. Che però, a quanto risulta, a un certo punto sono finiti. Diciassette ore di volo, prurito, e la scorta di farmaci esaurita sopra l'Oceano Indiano: il pacchetto esperienza premium che nessuno aveva prenotato.

Secondo una fonte citata dal Guardian, gli insetti erano concentrati nelle prime file della classe economica. Che, se ci pensi, è perfettamente coerente con la lotta di classe aeronautica: in business ti danno il pigiama e il materasso vero, in economy ti danno pure la fauna locale. Omaggio della casa.
Arrivato a Roma, il Dreamliner è stato tolto dal servizio per una pulizia profonda. Risultato: il volo di ritorno del 10 ottobre è stato cancellato. I passeggeri sono stati sistemati in hotel e riprotetti su altri voli entro 48 ore dalla partenza originale. Due giorni bonus a Roma, che sulla carta sembra un premio. Poi però ti ricordi che dormirai in un albergo, cioè l'habitat naturale delle cimici, e il sorriso si spegne un po'.
Il comunicato più educato del mondo
La risposta di Qantas è un piccolo capolavoro di comunicazione aziendale. Un portavoce ha detto che la compagnia vuole «scusarsi sinceramente» e che la cancellazione è servita a fare una pulizia approfondita dopo che era stato identificato «un problema su un piccolo numero di sedili di economy». Un problema. Su alcuni sedili. Senza mai pronunciare la parola cimici, come se fosse Voldemort.
La compagnia ha anche precisato che le cabine vengono pulite regolarmente «secondo standard estremamente elevati» e che, per precauzione, gli aerei vengono disinfettati ogni 50 giorni. Che è un dato rassicurante finché non fai il conto e ti accorgi che tra una disinfestazione e l'altra un aereo a lungo raggio fa qualche decina di voli intercontinentali. Tanto tempo per farsi degli amici.

Non volano. Ma prendono l'aereo
La frase migliore di tutta la storia l'ha detta Michelle Power, parassitologa della Macquarie University, al Guardian: le cimici sono «un insetto che non vola, senza gli aerei». Ed è esattamente il punto. Le cimici dei letti non hanno ali, ma hanno noi. Secondo Power, con ogni probabilità sono salite a bordo nel bagaglio o sui vestiti di qualche passeggero, magari reduce da un hotel infestato, e da lì sono scappate in cabina. Amano il buio e sono attratte dall'odore dei vestiti usati: una valigia aperta è per loro un Airbnb con check-in automatico.
La buona notizia: non sono pericolose. Non trasmettono malattie all'uomo, il morso fa prurito e lascia un pomfo rosso, fine. La cattiva notizia: sono difficilissime da eliminare, si nascondono nelle fessure e nelle lenzuola e possono sopravvivere a lungo senza mangiare. Per ucciderle serve calore vero, tipo acqua a 55 gradi, o la fumigazione, che per un aereo significa toglierlo dal servizio. Da qui la cancellazione.
Power ha aggiunto un dettaglio che spoglia la storia di tutta la sua comicità: ci sono «due facce» delle cimici. Da una parte i viaggiatori benestanti, che girano il mondo e le spostano da un continente all'altro. Dall'altra chi vive già in condizioni di disagio e non può permettersi pesticidi o disinfestazioni. In pratica i ricchi le esportano, i poveri se le tengono. Anche i parassiti, alla fine, sono una questione di reddito.
Non è la prima volta (e non sarà l'ultima)
Prima che parta il panico da prossima vacanza: le cimici in aereo non sono un'esclusiva Qantas. Il Sydney Morning Herald ricorda il caso di un volo British Airways Vancouver-Londra nel 2017 e quello di un volo Turkish Airlines Johannesburg-Istanbul nel 2024. E chi ha buona memoria ricorderà l'autunno 2023, quando Parigi finì su tutti i giornali per l'invasione di cimici su metro, treni e cinema, a pochi mesi dalle Olimpiadi.
Il guaio è che la rotta Perth-Roma è un gioiellino per Qantas: un diretto stagionale molto richiesto, per cui parecchi australiani della costa est sono disposti a pagare un extra pur di evitare gli scali. Quest'anno la compagnia l'ha allungata dal 3 maggio al 23 ottobre, con 40 voli in più e quasi 10mila posti aggiuntivi. Peccato che, a dieci giorni dalla fine della stagione, il souvenir più ricordato dall'Italia non sia il magnete del Colosseo.
Morale per chi viaggia: quando torni da un viaggio, non buttare la valigia sul letto, controlla le cuciture, lava tutto ad alta temperatura. E se a 10mila metri di quota senti qualcosa che ti pizzica la caviglia, non è l'ansia da volo. Probabilmente è un compagno di viaggio che non ha pagato il biglietto. E che, a differenza tua, ha appena fatto un pasto completo.
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