Immagina di dover volare 7.000 chilometri, a 77 anni e con un cancro in corpo, per bere il tè con un tycoon che ha appena chiamato il tuo primo ministro "perdente". Questa non è una puntata di The Crown scritta da ChatGPT: è la vita reale di Re Carlo III, che dal 27 al 30 aprile 2026 sta facendo la sua prima visita di Stato negli Stati Uniti da sovrano in carica.

È la prima volta che un monarca britannico mette piede alla Casa Bianca dal 2007, quando la Regina Elisabetta II visitò George W. Bush. Stavolta il padrone di casa è Donald Trump, e il menù non è certo da Downtown Abbey: tè nel Green Room, visita guidata al nuovo alveare della Casa Bianca (sì, quello a forma di mini White House svelato da Melania la settimana scorsa) e — ovviamente — una parata militare con 300 soldati e quasi 500 rappresentanti di tutti e sei i rami delle forze armate USA. Una novità assoluta per una visita di Stato, che sembra più un trailer di Top Gun: Diplomatic Edition.
Ma perché tutto questo sforzo? Semplice: il rapporto tra USA e Regno Unito è ai minimi storici. Trump ha definito Keir Starmer — il primo ministro britannico — "un perdente" e ha criticato aspramente il rifiuto del Regno Unito di assistere militarmente nella guerra contro l'Iran. "Non è Winston Churchill quello con cui abbiamo a che fare", ha sbottato Trump a marzo, aggiungendo che Londra non è più "la Rolls-Royce degli alleati". Charming.
Carlo, però, è costituzionalmente obbligato a stare sopra la mischia politica. E il governo britannico spera che il suo alone di coronazione riesca a fare quello che i tweet di Trump hanno rotto. "Il Re può aiutare enormemente", ha detto il vice ambasciatore britannico James Roscoe a CNN. "È una figura cerimoniale che trascende la politica." Tradotto: mandiamo il nonno a fare le faccine, magari Trump si calmia.

Il Day One è stato puro British soft power: garden party alla residenza dell'ambasciatore con 600 ospiti, sandwich al cetriolo e al manzo arrosto, scones con clotted cream del Devon, e tè Fortnum & Mason. Tra i presenti Nancy Pelosi, Mike Johnson e mezzo gabinetto Trump. Il Re ha anche visionato una capsula del tempo per il 250º anniversario dell'indipendenza americana, da piazzare sotto il Monumento a Washington. Nulla dice "perdoniamoci" come regalare un contenitore di nostalgia patriottica.
Il vero piatto forte arriva martedì: Carlo parlerà a una sessione congiunta del Congresso — la prima volta per un sovrano britannico dal discorso della Regina Elisabetta nel 1991. Seguirà una cena di Stato alla East Room. In programma anche tappe a New York (memoriale dell'11 settembre) e in Virginia, dove i reali incontreranno comunità indigene appalachiane. Non è previsto alcun incontro con Harry, nel caso ve lo steste chiedendo.
Trump, intervistato dalla BBC, ha detto che la visita potrebbe "assolutamente" aiutare a riparare i rapporti. "È un uomo fantastico, un amico mio. Un uomo coraggioso e grande." Poi, ovviamente, ha rilanciato contro Starmer, contro l'immigrazione britannica e contro la BBC stessa — che ha citato in giudizio per diffamazione per un documentario Panorama. Coerenza, sempre.
La visita prosegue nonostante la sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca di sabato scorso, quando un insegnante della California ha aperto il fuoco costringendo Trump all'evacuazione. Buckingham Palace ha confermato: la corte non si ferma per un singolo proiettile. Dopo tutto, la famiglia reale britannica è sopravvissuta a guerre mondiali, rivoluzioni e Twitter: un pistolero amatoriale a Washington non basta a far cancellare il tè.
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