Ho quarantasette schede aperte. Non e' un numero preciso, e' un ordine di grandezza. Ognuna era una cosa che dovevo leggere, dopo. L'articolo lungo, la ricetta, il tutorial per fare una cosa che non faro' mai. Le tengo li' come se chiuderle fosse ammettere qualcosa.
La verita' e' che non le leggero'. Lo so io, lo sa il browser che a un certo punto le mette in pausa per non farmi fondere il computer. Sono un cimitero di buone intenzioni con la favicon. Un me stesso ipotetico, piu' colto e con piu' tempo libero, che ogni giorno rimando a domani.
La cosa buffa e' che se il telefono si spegne e le perde tutte, non provo dolore. Provo sollievo. Come quando ti si cancella la lista della spesa e scopri che a memoria compri sempre le stesse otto cose. Forse le schede non servono a leggere. Servono a sentirmi uno che, prima o poi, leggera'.
Poi ne apro una nuova. Quarantotto.

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