C'e' questa cosa che facciamo alla fine di ogni incontro. Ci salutiamo e diciamo "dai, poi ci organizziamo", con la stessa faccia con cui si firma un contratto che nessuno dei due ha intenzione di rispettare. E lo sappiamo entrambi. Ci guardiamo negli occhi e mentiamo in coro, gentilmente.
Non e' cattiveria, e' una specie di educazione. "Ci dobbiamo assolutamente vedere" e' diventato il modo elegante per dire "ti voglio bene ma la mia agenda e' un campo minato e la tua pure". Un abbraccio senza data. Il bello e' che funziona proprio perche' nessuno ci crede: e' un rituale, non una promessa. Se ci credessimo davvero saremmo in imbarazzo.
Poi ogni tanto capita quello che risponde "ok, quando?". E ti prende alla sprovvista, come chi risponde sul serio a "come stai". Rimani li', calendario alla mano, a cercare una scusa vera per una promessa finta. Quelli sono i pericolosi. Quelli che ti volevano vedere per davvero.
E niente, alla fine ci si organizza tra due anni, per caso, al supermercato. Reparto surgelati. "Ma quanto tempo!". Si', quanto tempo. Dai, poi ci organizziamo.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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